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Rossi (Pd): “Monitorare il rapporto tra tamponi e ricoverati: attenzione alla variante inglese”

Il vicepresidente della Commissione sanità commenta il comunicato di Anaao Piemonte. “Invito l’assessore Icardi a fare chiarezza al più presto possibile”

tamponi coronavirus

Quasi un soggetto attualmente positivo al Sars-Cov2 su 5 in Piemonte è ricoverato, contro una media che non arriva a 1 su 20 in Italia. Lo dicono le ultime rilevazioni della Protezione civile e lo ha evidenziato Anaao Piemonte che sottolinea come la situazione ricordi quella dello scorso mese di marzo, quando tutte le regioni, per carenza di tamponi e reagenti, presentavano dati analoghi con un’abnorme percentuale di ricoverati rispetto ai contagi totali dovuta alla sottostima del numero di contagiati asintomatici sul territorio.

“Condivido la considerazione espressa da Anaao e invito l’assessore Icardi a fare chiarezza al più presto possibile, non possiamo permetterci di ripetere errori che oggi metterebbero a rischio anche la campagna vaccinale” dichiara il vicepresidente della Commissione Sanità, Domenico Rossi, che riferisce come proprio l’assessore Icardi oggi in commissione abbia dichiarato che i test rapidi in uso oggi in Piemonte sono quelli acquistati la scorsa estate e certificati dall’Istituto Superiore di Sanità.

“Resto in attesa di una specifica risposta all’interrogazione sull’adeguamento dei test per l’identificazione variante inglese, secondo quanto indicato nell’ultima circolare del Ministero, ma il fatto che in Piemonte si somministrino pochi tamponi molecolari e si utilizzino test rapidi di prima e seconda generazione potrebbe aiutare a fornire una spiegazione al dato evidenziato da ANAAO” spiega Rossi. Dato confermato anche dall’assessore Icardi oggi in commissione che, non a caso, ha inserito le performance su vaccini e tamponi tra gli obiettivi di valutazione dei direttori generali. L’European Centre for Disease Prevention and Control ha, inoltre, invitato i laboratori europei affinché aggiornassero i test antigenici rapidi per renderli sensibili alla variante inglese. “Se i test rapidi che stiamo utilizzando non rilevano le varianti del virus, i soggetti sfuggono alla rete di tracciamento abbassando il numero dei positivi conteggiati, ma aumentando diffusione del virus e conseguenti ricoveri. Serve un intervento urgente per aumentare i tamponi molecolari e introdurre i rapidi di terza generazione” conclude il consigliere Dem.

di info@ossolanews.it
Pubblicato il 13 Gennaio 2021
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