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Uncem: “Investire nelle scuole di montagna”

Nella definizione nazionale dei livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi si considerino gli istituti delle terre alte con numeri peculiari e differenziati

bussone uncem

Le scuole di montagna vanno salvaguardate e occorre investire per valorizzarle, sostenendo l’impegno dei Sindaci uniti ai Direttori scolastici nelle sfide dopo il lockdown. Lo ha detto il Presidente Uncem Marco Bussone a Paesana, in Valle Po (CN), dove i plessi della “scuola di valle” uniscono bambini e ragazzi anche dei Comuni di Oncino (uno studente), Crissolo (tre), Ostana (quattro). Una “festa” dell’inizio scuola con i Sindaci – Emanuele Vaudano di Paesana, Silvia Rovere di Ostana, Emidio Meirone di Sanfront e Presidente dell’Unione montana del Monviso – e la Dirigente scolastica Maria Angela Aimone.

Il Presidente Uncem ha rimarcato la necessità, a Paesana come in altri Comuni montani di Alpi e Appennini, di non subire tagli alle sezioni e ai docenti. Uncem insiste affinché, nella definizione nazionale dei Lep, Livelli essenziali delle prestazioni e dei servizi (anche grazie al Recovery Fund), si considerino le scuole di montagna con numeri peculiari e differenziati, sia per l’organico sia per il numero di classi. Bussone a Paesana ha evidenziato il grande lavoro dei Sindaci e delle Amministrazioni in vista della riapertura del 14 settembre, nonché la capacità dei plessi, con i Dirigenti scolastici e i Docenti in testa, di innovare metodi e opportunità nella didattica. L’esperienza di lezioni a distanza nel corso del lockdown ha dimostrato capacità di azione e velocità, non sempre riscontrati nei plessi delle aree urbane. Un impegno che le Regioni devono avere presente e sul quale devono investire, con il Miur, opportune risorse economiche.

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Pubblicato il 15 Settembre 2020
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