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Fanno discutere le affermazioni della storica Roghi: “Omegna ricorda Rodari solo attraverso qualche traccia”

Poletti: "La città ha tantissimo di rodariano”. Marchioni: “Lo scrittore strumentalizzato per una meschina polemica politica”

Rodari

Un giudizio per certi versi tranciante. Un’opinione personale, per questo da rispettare, che ha suscitato una infinità di polemiche. Vanessa Roghi, storica e autrice di documentari per la Rai, è stata ospite del convegno organizzato dal Pci su Rodari. Lei che, al grande scrittore omegnese, ha anche dedicato un libro. E, dopo la sua visita a Omegna, sui propri canali social ha scritto il suo personale punto di vista. “Finalmente sono stata a Omegna ed ho visto la casa dove è nato Gianni Rodari, la Nigoglia, le montagne bellissime e l’isola di San Giulio.Ma davvero nessuno è profeta in patria: la città natale non ricorda il suo cittadino più illustre se non attraverso qualche traccia. Una bellissima ludoteca, il parco della fantasia e un museo che deve aprire. Tutte iniziative importanti ma per il resto non si può certo dire: la città di Gianni Rodari. Nella città di Gianni Rodari dovrebbe esserci un parco Robinson, e dovrebbe portare la scritta Città dei bambini e delle bambine. Del resto adesso a Omegna governa la Lega. A San Giulio poi nemmeno una piccola scritta, qui visse due volte il barone Lamberto”.

Il post ha suscitato immediatamente le reazioni di diversi attori, più o meno coinvolti. A partire da quella del direttore del Forum, Alberto Poletti. “Omegna ha tantissimo di rodariano. È una città che si trasforma: parte da imprenditori illuminati che cambiano il mondo con la moka, con la pentola a pressione, con il ragno di Starck (l’iconico spremiagrumi di Alessi ndr) e con il 70% di lavoro operaio e arriva a volersi reinventare facendo letteralmente rinascere un lago (come in quel racconto precursore di Rodari!). È una città che ha eventi culturali di prestigio (dal premio Resistenza al festival Rodari), ha una vita associativa incredibile. Omegna ha artisti che riempiono di opere ispirate a Rodari le vetrine, ha un circolo culturale giovanile (mastronauta) che ha rivitalizzato ispirandosi al Barone alcune zone del lungo lago; Omegna racconta di draghi, di leggende, di storie, di giochi antichi. Ha corsi per la terza età che recitano Rodari, che dipingono Rodari, che cantano Rodari. Ha concorsi di musica su Rodari. Ha Mauro Maulini che dà il benvenuto a Borca e accompagna fino alla “torta in cielo”. Ha scuole che si chiamano Rodari, che perdono il nome, che si richiamano Rodari. Ha la Capra Caterina di Piumini; ha i draghi Locopei di Ersilia Zamponi prefazionata da Eco. Omegna media con la presenza di condomìni bruttini pur di dare a tutti la vista lago. Ha fabbriche di giocattoli. Dovrebbe avere di più e vuole di più. Ha appena vinto 2 bandi nel segno della fantasia (uno l’amministrazione, uno il parco/forum) con investimenti mai sognati. Omegna ha la Nigoglia (quella non chiude, l’ha detto anche il regista!). Abbiamo amici scrittori, artisti, letterati, accademici a cui ci lega un reciproco affetto dato dagli stessi principi. Avremo Rai, Giscel, SUPSI nelle prossime settimane a casa nostra. Da noi, la periferia dell’impero” conclude Poletti.

La polemica politica inevitabilmente ha portato anche l’amministrazione a prendere posizione, sempre sui social. “Che tristezza -cosi il sindaco Paolo Marchioni– usare Gianni Rodari per una meschina polemica politica. Omegna è sempre stata amministrata dalla sinistra, tranne per cinque anni dal 2007 al 2012 ed ora. Chiedersi di chi sia la colpa se non si vedono le tracce di Rodari, che in realtà ci sono e saranno sempre più presenti, sarebbe manifestazione di obiettività e di intelligenza”.

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Pubblicato il 15 Settembre 2020
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