Due milioni e mezzo di euro di investimenti all’anno, con una priorità precisa: la depurazione. È questa la prospettiva indicata da Emanuele Terzoli, presidente di Acque Novara Vco, in vista del subentro a Idrablu nella gestione del servizio idrico integrato nei 16 Comuni del Verbano Cusio Ossola attualmente serviti dalla società. Il passaggio è previsto dal 1° gennaio 2027 e sarà accompagnato da una ricognizione delle infrastrutture esistenti e dalla definizione degli interventi da realizzare.
"La criticità principale è sulla parte della depurazione - spiega Terzoli - Sull'acquedotto sono state concentrate le priorità, mentre sulla fognatura siamo indietro e sulla depurazione siamo ancora più indietro". Una situazione, questa, che richiede attenzione anche per le ricadute ambientali e per i rilievi formulati dagli enti competenti. E imfatti proprio su questo fronte Acque Novara Vco ha già avviato un confronto con Arpa, con l'obiettivo di individuare un percorso di intervento compatibile con i tempi necessari per realizzare le opere. "Ho chiesto di darci il tempo necessario per programmare una serie di interventi - spiega Terzoli - Dal primo gennaio entreremo noi, ma per eseguire i lavori serve anche un tempo fisico".
La differenza rispetto al passato dovrebbe essere soprattutto nella capacità di investimento. "Idrablu negli ultimi anni ha investito mediamente 500-600 mila euro all'anno - prosegue Terzoli - Noi prevediamo di arrivare a 2,5 milioni di euro annui dal 2027 in avanti. Sono risorse che ci consentiranno di affrontare progressivamente le criticità delle reti e degli impianti, a partire dal comparto della depurazione".
Nel frattempo, il percorso verso il subentro procede sia sul piano istituzionale sia su quello operativo. "Nel mese di novembre - spiega Terzoli - incontrerò i sedici sindaci per spiegare come avverrà il passaggio e chiarire alcuni aspetti. Nel frattempo sono inoltre in corso tavoli tecnici, spesso coordinati dal direttore dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale (Ato), per preparare la transizione. È già stata avviata anche la ricognizione dello stato degli impianti, necessaria per definire il quadro di partenza e individuare le priorità".
Per quanto riguarda la questione economica, Acque Novara Vco ha già versato i 5 milioni di euro previsti dall'Ato per il subentro. L'importo sarà oggetto di un conguaglio a giugno, quando saranno definiti gli ultimi aspetti economici dell'operazione.
Dal 1° gennaio 2027 la società prenderà in carico tutti i dipendenti di Idrablu, come previsto dalla delibera dell'Ato, e si occuperà direttamente anche della fatturazione. Saranno mantenuti gli uffici di Domodossola e Verbania, così da garantire la presenza sul territorio e la continuità nei rapporti con gli utenti.
Sul fronte delle tariffe, Terzoli precisa che le decisioni spettano all'Ato e non direttamente al gestore. Per il 2026 è atteso un aumento del 5%, non ancora comunicato ufficialmente dall'Autorità d'ambito per l'area Idrablu. Dal 2027 dovrà poi essere valutato il recupero del divario rispetto alle tariffe applicate agli utenti di Acque Novara Vco, che hanno già recepito l'incremento.
"Non sarà un aumento del 5% più un altro 5% tutto insieme - precisa il presidente - L'ipotesi è di distribuire il recupero nell'arco di tre-cinque anni, con incrementi graduali, ma la decisione finale spetterà all'Ato".
Con il passaggio dei sedici Comuni, Acque Novara Vco arriverà a gestire complessivamente 155 Comuni.















