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Politica | 20 febbraio 2021, 19:30

Sale dei congressi vuote: così affonda l’industria del settore

Fatturato giù fino al 90 per cento a causa della pandemia: paga anche il Lago Maggiore

Sale dei congressi vuote: così affonda l’industria del settore

Affonda l’industria dei convegni, col fatturato che nel 2020 è andato giù fino tra il 70% e il 90%. La drammatica fotografia del settore ha coinvolto, e non potrebbe essere altrimenti, anche il lago Maggiore dove, come noto, a farla da padrone per quanto riguarda l'organizzazione di eventi è solitamente Stresa. Il “suo” Palazzo dei congressi, conosciuto in tutto il mondo, ha pagato la pandemia lavorando, in pratica, solo un paio di  mesi in tutto. Troppo pochi perché il fatturato non ne risentisse. “E’ stato un anno terribile”, dicono gli stresiani abituati a vedere turisti e stranieri riempire gli hotel anche fuori stagione. Nell'era del distanziamento sociale mettere insieme le persone non è certo facile. E a soffrire sono state anche le attività collegate: catering, traduttori, alberghi e dimore storiche. Secondo gli esperti, tra l'altro, anche il 2021 sarebbe compromesso, valutato che per pianificare questo tipo di appuntamenti si lavora con tanti mesi di anticipo e oggi il calendario è quasi vuoto.

L'economia dei congressi in cifre. 36,2 miliardi è l’impatto del settore congressi ed eventi sul Pil italiano; 3 sono i mesi in cui si sono potuti tenere congressi nel 2020; -80% la perdita di fatturato delle aziende del settore nel 2020; 569 mila gli addetti, indotto compreso, del mondo che ruota attorno ai congressi; 29 milioni i partecipanti ai congressi in Italia nel corso del 2019, prima della pandemia; 800 i partecipanti a Esof Trieste, uno dei pochi congressi del 2020, invece dei 5 mila programmati; 431 mila i congressi che si sono tenuti in Italia nel 2019; 350mila i fondi per il settore previsti nel decreto Ristori 5.

Per il senatore della Lega Salvini Enrico Montani, chiamato in causa dal nostro giornale, “l’auspicio, dopo l'arrivo dei vaccini che ha riaperto un filo di speranza, è di poter ripartire dopo l'estate. Di certo - ha dichiarato Montani - il fallimento dei governi Conte è dimostrabile anche attraverso la cifra dei ristori al settore congressi, a tutti gli effetti insufficiente rispetto alle perdite. Per quanto riguarda Verbania e il lago Maggiore, anche se il Covid ha mandato all'aria tutti i programmi, è necessario ripartire al più presto col turismo, anche attraverso l'organizzazione di congressi ed eventi. Il nostro ministro Garavaglia saprà far molto bene”.

 

Redazione

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