“È perlomeno imbarazzante la conduzione di Giandomenico Albertella come presidente dell'assemblea del Consorzio Rifiuti, che ha portato all'approvazione dei Piani Economico Finanziari(Pef) sui quali verranno determinate le tariffe Tari del prossimo biennio con una partecipazione risicatissima dei comuni consorziati”. È quanto si legge in una nota di Progetto Vco, gruppo di minoranza nella provincia del Vco, firmata dai rappresentanti Emanuele Vitale, Mimma Moscatiello, Paola Besana e Gianni Morandi.
“Parliamo - sottolineano i consiglieri provinciali - di una delle decisioni più importanti per i comuni e per i cittadini del Verbano Cusio Ossola, destinata ad incidere direttamente sulla tassazione locale di famiglie e imprese. Eppure, all'assemblea erano presenti pochissimi sindaci e una quota di rappresentanza appena superiore a un terzo del totale. Erano assenti città fondamentali come Domodossola e Omegna, così come la stragrande maggioranza dei comuni del Verbano Cusio Ossola. Un dato che dovrebbe far riflettere chi oggi guida il consorzio sulla propria capacità di rappresentare e coinvolgere realmente il territorio”.
Si legge ancora nella nota: “Esiste anzitutto un evidente problema politico e democratico. Se una decisione che riguarda una delle imposte più sentite dai cittadini viene assunta con una partecipazione così limitata, è doveroso interrogarsi sulla capacità del consorzio di coinvolgere realmente i comuni del territorio e costruire decisioni condivise. A ciò si aggiungono rilevanti criticità procedurali. I dati dei Piani Economico Finanziari sono stati messi a disposizione dei componenti dell'assemblea soltanto poche ore prima della seduta, nonostante lo statuto preveda che la documentazione venga depositata contestualmente alla convocazione, avvenuta sette giorni prima. Inoltre, lo stesso statuto attribuisce al consiglio di amministrazione il compito di predisporre la proposta dei Pef da sottoporre all'assemblea, circostanza che non risulta essersi verificata. Particolarmente controversa è stata poi la questione relativa al numero legale necessario per procedere all'approvazione. Lo statuto prevede infatti che in seconda convocazione sia sufficiente la presenza di un terzo degli aventi diritto per la generalità degli argomenti, ma richiede una partecipazione qualificata per alcune materie specifiche richiamate dall'articolo 6, tra le quali figurano proprio i Piani Finanziari.
Di fronte a questa previsione statutaria, il segretario del consorzio ha sostenuto che il richiamo all'articolo 6 sarebbe frutto di un errore materiale e che il riferimento corretto dovrebbe essere l'articolo 7. Un'interpretazione che ha consentito di procedere ugualmente all'approvazione dei Pef e che merita un chiarimento pubblico e formale”.
“Nel corso della seduta - sottolineano i consiglieri - il rappresentante del comune di Omegna, Gianni Desanti, intervenuto all'assemblea per segnalare il dissenso rispetto a tale modalità, ha evidenziato puntualmente tutte queste criticità e ha avanzato una proposta di semplice buon senso: rinviare di una sola settimana la discussione dei Pef, consentendo ai comuni di esaminare adeguatamente la documentazione e di partecipare ad una decisione così importante senza compromettere in alcun modo i successivi termini di approvazione. Una richiesta ragionevole, respinta con il voto determinante di Verbania e Cannobio. È qui che emerge il vero nodo politico della vicenda. Per rispondere alle esigenze amministrative del comune di Verbania si è scelto di procedere comunque, imponendo di fatto a tutti gli altri comuni del Vco una decisione destinata a produrre effetti diretti sulla Tari di cittadini e imprese.
La responsabilità politica di quanto accaduto ricade sul presidente del consorzio, Manzini, che avrebbe dovuto garantire imparzialità, rispetto delle regole e tutela delle prerogative di tutti i comuni aderenti. Per queste ragioni ne chiediamo formalmente le dimissioni. Contestualmente chiediamo al segretario Nicolosi di fornire un chiarimento pubblico e formale sulle motivazioni giuridiche che lo hanno portato ad avallare un'interpretazione dello Statuto che si è rivelata decisiva per consentire l'approvazione dei Pef. Noi chiediamo semplicemente trasparenza, rispetto delle regole e la possibilità per tutti i comuni di conoscere e valutare atti così rilevanti prima di assumerne le conseguenze davanti ai propri cittadini. Dall'altra parte abbiamo assistito a documenti trasmessi all'ultimo momento, ad una richiesta di rinvio ragionevole respinta senza alcuna reale motivazione e ad una lettura dello Statuto funzionale ad arrivare comunque ad un voto.
Questo è il metodo che contestiamo. Un metodo che antepone le esigenze di Verbania al coinvolgimento dell'intero territorio e che finisce per scaricare sui cittadini del Verbano Cusio Ossola le conseguenze di decisioni assunte da una minoranza dei comuni. Per quanto ci riguarda continueremo a chiedere chiarezza, correttezza istituzionale e pieno rispetto delle autonomie comunali. Perché sulle tariffe che pagano cittadini e imprese non servono forzature, ma condivisione, trasparenza e rispetto delle regole”.














