Toni Melillo, cantautore che dal 2012 vive a Stresa, sul lago Maggiore, torna con un nuovo lavoro discografico dal titolo “Lady Frisbee”, un album composto da tredici canzoni che raccontano un percorso di maturazione personale e artistica, segnato da ritmi più lenti e da una creatività capace di aspettare il tempo giusto.
Un disco che nasce dall’acqua dolce del lago e dai suoi silenzi, come suggerisce lo stesso immaginario che attraversa le nuove tracce: ballad acustiche, atmosfere jazz e soul, richiami alla bossa nova e alla west-coast anni ’70. Un mosaico musicale elegante e ricercato, che si muove tra elettrico e acustico con un equilibrio sottile e mai forzato.
Melillo non è un nome nuovo per la scena italiana: nel 1993 partecipa a Sanremo Giovani con il progetto Capitolo Due, attirando l’attenzione di media e addetti ai lavori. Seguono contratti discografici e collaborazioni importanti, tra cui quella con Phil Palmer, chitarrista e session man che ha lavorato con artisti come Eric Clapton, Bob Dylan e George Michael. Il singolo “L’Estate qui in città” lo porta inoltre ad aprire i concerti di Biagio Antonacci.
Nel 2009 pubblica “Il mio giardino” per Microcosmo Dischi/Sony Publishing, un disco completamente acustico distribuito anche in Giappone, che mette in luce la sua passione per sonorità raffinate e internazionali.
Con “Lady Frisbee”, oggi Melillo firma un album che è anche un racconto: colorato come un cinemascope, denso di energia circolare e arricchito dalla produzione artistica di Joe Barbieri, con cui l’artista condivide una sintonia costruita nel tempo. L'album è stato presentato presso lo Scenario Jazz Cafè di Verbania, in un'atmosfera intima e suggestiva. “Lady Frisbee non è solo il mio ultimo disco - racconta Toni - è un vero atto d’amore. Un gesto di riconoscenza per Quartina, una cagnolina che è stata capace di ribaltare la mia vita come mai nessuno è riuscito a fare.”
L’album è infatti un omaggio intimo e solare proprio a Quartina, la cagnolina che ha spinto Melillo a lasciare la frenesia della città per ritrovare una dimensione più autentica sulle rive del lago Maggiore. Un cambiamento che diventa anche rinascita creativa: idee, versi e melodie tornano a galla come pensieri lanciati nell’aria, “sul volteggiare di un frisbee”, pronti a trasformarsi in canzoni.
Dal punto di vista musicale, il cantautore racconta una scelta precisa: lasciare più spazio alle parti strumentali e a un suono più corale, capace di restituire il vissuto degli ultimi anni “Volevo un disco che rispecchiasse pienamente il vissuto di questi anni - dice -. Ho cercato un suono con più colore, con un senso più corale. Meno intimo e più aperto. Dove la musica uscisse dalla mia casa e non fosse più confinata e cullata tra le sue mura”.
La collaborazione con Joe Barbieri viene descritta come naturale e inevitabile, frutto di una relazione umana e artistica maturata nel tempo: “Ho sempre pensato che nessuno come lui avrebbe mai potuto comprendere e rafforzare le mie pulsioni. Scelta diversa non c’era”.
Nel racconto che accompagna il disco, emerge anche l’origine simbolica del titolo, legata a un ricordo vivido: “Ero appena arrivato a Quarto di Pozzuoli per iniziare a registrare Il Mio Giardino. Dal terrazzo vedevo una pioggia così fitta che toglieva ogni respiro alla luce. E di colpo arrivò lei, sembrava la voce di una papera”.
Poi l’incontro, quasi cinematografico: “Tre chili di pulci e pelo, venti giorni di vita senza fissa dimora”. Da quel momento nasce un percorso che porta Toni Melillo lontano dalla “caotica Milano” e sempre più vicino alle acque del Lago Maggiore, dove la musica torna a farsi presenza concreta, con lentezza e naturalezza.
“Lady Frisbee”, pubblicato da Microcosmo Dischi con la collaborazione di Sony Publishing, si presenta così come un disco maturo, personale e luminoso: un lavoro che racconta l’attesa, la gratitudine e la capacità di ascoltare ciò che spesso resta nascosto.



















