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Politica | 03 aprile 2026, 12:25

Il Movimento 5 Stelle attacca: "Consiglio comunale da remoto senza regole, sedute a rischio illegittimità" VIDEO

Il gruppo territoriale chiede l'intervento del sindaco e del prefetto per una riunione giunta "all'apice dell'irregolarità"

Il Movimento 5 Stelle attacca: "Consiglio comunale da remoto senza regole, sedute a rischio illegittimità" VIDEO

Il gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle Vco ha diffuso una nota relativa all’utilizzo, sempre più diffuso, della modalità di collegamento da remoto per i componenti del consiglio comunale, in particolare per quanto riguarda la città di Verbania. Di seguito il testo integrale del comunicato.

“Durante il periodo della pandemia si è reso indispensabile spostare qualsiasi incontro in “call online” e così è successo anche per i consigli comunali. Appuntamenti dietro lo schermo, obbligati dagli evidenti motivi sanitari legati al Covid. Finito il periodo di emergenza, molte attività sono diventate “in remoto” da casa, favorendo lo smart working con benefici per tanti e una riduzione dei costi di spostamento. Anche in consiglio comunale viene utilizzata la modalità, per i consiglieri, di collegarsi da remoto, che siano a casa, in ufficio con il gatto o la sigaretta, o addirittura alla guida in macchina (fatti realmente accaduti). Sebbene durante la pandemia fossero previste norme eccezionali, ora (fase post-pandemica) lo svolgimento da remoto è vincolato alle norme specifiche adottate dai singoli comuni, non più a decreti emergenziali nazionali.

Inoltre, questo metodo pone importanti questioni. È corretto non presenziare al consiglio comunale sempre, ovvero collegandosi da remoto anche se non per esigenze particolari da giustificare, e considerando che questa sia la normalità? Ricordiamo negli anni passati le chiamate a casa di ex sindaci per far venire consiglieri a votare in consiglio o a garantire il numero legale. Oggi invece, se tutta la maggioranza fosse assente fisicamente, ma collegata online, il sindaco potrebbe presenziare anche da solo e chiedere solo, ai “connessi”, di palesarsi per le votazioni.

È corretto rimanere connessi a telecamere spente e riattivarsi solo se chiamati per votare? (ci sono consiglieri che si sono addormentati nel mentre o che erano a fare altro, sempre fatti successi). Si pensi solo che se uno si assenta dal consiglio, fisicamente, deve avvisare il presidente e poi segnalare il suo rientro in aula, chi è online potrebbe fare cena o guardare un film che nessuno si accorge di nulla.

Il 26 marzo, durante il consiglio comunale di Verbania, sono emerse tutte queste criticità. In seguito a una richiesta della minoranza di invertire l’ordine del giorno sulla sanità, le opposizioni hanno inizialmente ottenuto il sì dell’intera minoranza e di cinque consiglieri di maggioranza: Giorgio Tigano, Massimo Guaschino, Alessio Baldi, Alessandra Chiodoni e Simone Bacchetta. Successivamente, in un piccolo “giallo”, anche un consigliere di maggioranza, Omar Bigotta, collegato da remoto, ha espresso voto favorevole. Tuttavia, dopo una discussione sull’esito finale, la presidente De Ambrogi ha chiesto di ripetere la votazione: in quel momento Bigotta non risultava più collegato, facendo così finire la maggioranza in minoranza. Poco dopo, il consigliere si è ricollegato dichiarando di aver avuto un problema di connessione. Il segretario ha quindi ammesso il suo voto — “se in buona fede” — questa volta contrario, determinando il rigetto della richiesta con un risultato di 15 voti a 15. Arrivati ormai all’apice delle irregolarità, chiediamo al signor sindaco Albertella, alla presidente del consiglio comunale De Ambrogi Alice e al signor Prefetto Matilde Pirrera di intervenire, perché il consiglio comunale da remoto (videoconferenza) può essere considerato non legale o illegittimo se non rispetta determinati requisiti normativi e regolamentari.

Ecco perché il consiglio comunale di Verbania da remoto può essere dichiarato illegittimo:

  • Assenza nel regolamento comunale: Il Consiglio di Stato e il Ministero dell'Interno sottolineano che le sedute da remoto devono essere previste dal regolamento del funzionamento del consiglio comunale. Senza una base regolamentare, la modalità telematica non è legittima. Il regolamento per il funzionamento del consiglio comunale e delle sue articolazioni non contiene alcuna indicazione, regolamentazione né menziona la modalità in remoto. Inoltre nelle convocazioni non viene mai riportata la possibilità di collegamento da remoto dei consiglieri. Ad oggi esiste solo una deliberazione del consiglio comunale con oggetto “Approvazione delle modalità di disciplina per lo svolgimento delle sedute di consiglio comunale e degli organismi collegiali in modalità di videoconferenza remota o mista”. Tale deliberazione non è mai stata recepita nel regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Inoltre la suddetta delibera prevedeva che le sedute, in via convenzionale, si intendessero effettuate sempre presso la sede del comune di Verbania, mentre il consiglio si tiene a Palazzo Flaim e infine prevedeva la massima riservatezza possibile delle comunicazioni, la massima sicurezza possibile del sistema, la possibilità immediata a tutti i partecipanti della riunione di percepire la presenza in remoto degli altri partecipanti, cosa che non avviene dato che tutti tengono lo schermo spento e si palesano solo per votare.
  • Assenza di identificazione e sicurezza: il sistema deve garantire l'identificazione certa dei partecipanti e la sicurezza delle votazioni, specialmente se segrete. Non si può accettare che lo schermo venga spento e che il consigliere si possa assentare senza avvisare il presidente.
  • Malfunzionamenti tecnici: se si verificano disfunzioni tecniche che impediscono la corretta partecipazione o il voto (e non vengono sospesi i lavori), la seduta può essere viziata, così come lo è stata la seduta del 26 marzo con il ribaltamento della posizione di voto del consigliere Bigotta.

Crediamo che il collegamento da remoto sia un valido strumento, ma che debba essere usato per reali esigenze occasionali, non come consuetudine e deve esser ogni volta motivato. Un operaio può andare in fabbrica da remoto? Quale dignità diamo al consesso del consiglio comunale se è legittimo non presenziare senza doversi nemmeno giustificare? Chi si è assunto la responsabilità di rappresentare i cittadini deve fare almeno il minimo sforzo di presenziare alle sedute, in caso contrario sarebbe li solo a scaldare una sedia vuota, vuota di democrazia e partecipazione”.

l.b.

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