L’ex presidente del consiglio di quartiere Verbania Est Ettore Francioli si dimette anche dalla carica di consigliere. Lo ha annunciato in prima persona, tramite una lettera recapitata al comune di Verbania, che riportiamo di seguito.
“Sono trascorse due settimane dalla riunione del consiglio di quartiere Verbania Est che mi ha sfiduciato come presidente. Ho avuto modo di riflettere, ragionare e decidere. Come ho avuto modo di dire di fronte ai numerosi cittadini intervenuti - la stragrande maggioranza dei quali ha parlato in mia difesa, e di ciò sono grato - ritengo non legittima la decisione degli altri quattro consiglieri. Il raffazzonato regolamento dei consigli di quartiere, che negli anni sovente è stato ignorato ma che, nei miei confronti, è sempre stato fatto valere alla lettera, riconduce la mozione di sfiducia a gravi motivi. Le contestazioni che mi sono state mosse, peraltro con modalità assai discutibili, non sono affatto gravi, ma strumentali a sollevare dall'incarico chi è stato legittimamente votato dai cittadini. Lo dimostra il fatto che le motivazioni sono state scritte successivamente alla richiesta di convocazione e, addirittura, alla convocazione stessa. Le hanno firmate in quattro. Uno, il vicepresidente Galli, ha provato a spiegarle ai cittadini, dovendo rinunciare a proseguire perché incalzato dal pubblico sull'inconsistenza delle sue affermazioni. Due, Ferri e Giordano, non hanno proferito parola. Né lo ha fatto, prima del voto, il consigliere comunale delegato Baldan. E di tre assessori presenti – assistiti da due vigili, mai visti al quartiere, distratti dal servizio di pattuglia quasi fossi pericoloso o dovessi sentirmi intimidito -, solo Tacchini ha timidamente cercato di spiegare, senza naturalmente riuscirci, perché il nostro quartiere non debba avere una sede. Dagli altri, Capra е Manzini, nemmeno una parola. Ciò che mi ha molto disturbato è stato il modo in cui sono stato sollevato dall'incarico. È stato vile nei miei confronti e pavido verso la cittadinanza. Votando senza dibattito i quattro consiglieri, la cui unica premura è stata di affermare che non fossero questioni personali (ma, allora, perché non spiegare nel merito le loro ragioni?), hanno sfruttato l'incertezza del regolamento stabilendo un pericoloso precedente per tutti i quartieri, che hanno visto sdoganato, con la scusa dei “gravi motivi" che sono sempre soggettivi, il sistema della rimozione dell'eletto perché sgradito. Ne prendo atto e mi rammarico.
Ringrazio i tanti che mi hanno espresso solidarietà. Ho molto riflettuto sul ruolo che mi attende come semplice consigliere, vigliaccamente sfiduciato dagli altri e messo in minoranza. Il dovere verso le tantissime persone che mi hanno votato mi invita a non rinunciare. Ma, proprio per il trattamento che ho ricevuto, avendo perso stima e fiducia nei quattro consiglieri, non me la sento di avere a che fare con loro. Rassegno pertanto le dimissioni dalla carica di consigliere. Vado per gli ottant'anni e lascio a chi è più giovane di me. Auspico che sia altrettanto motivato e partecipe perché - e mi permetto di rivendicarlo - in quattro decenni mi sono sempre speso, senza risparmiarmi, per le nostre frazioni, sovente bistrattate dall'amministrazione, e per i cittadini. Spero che la fiducia che in tanti mi hanno accordato in più occasioni non sia stata mal riposta. Lascio a chi rimane l'elenco dei progetti e dei problemi irrisolti. Da semplice cittadino continuerò a vigilare affinché le promesse non vengano disattese e gli impegni siano mantenuti”.














