Arriva l’ispettore ambientale, la nuova figura introdotta ieri con la modifica del regolamento per lo smaltimento dei rifiuti, incaricata di vigilare e, se necessario, sanzionare le violazioni nel conferimento.
Lo “007 della rumenta”, lo ribattezzano polemicamente l’ex sindaca Silvia Marchionini e Patrich Rabaini, che puntano il dito contro l’ideatore della nuova figura, l’assessore Massimo Manzini (foto).
Secondo i due consiglieri di minoranza, si tratterebbe di uno strumento con una funzione vessatoria nei confronti dei cittadini: "Tolleranza zero: multe anche per piccoli errori. Il regolamento parla chiaro: l’ispettore, che rivestirà la qualifica di pubblico ufficiale, potrà accertare violazioni e redigere verbali. Nel mirino non ci sono solo grandi inquinatori. Basterà un banale errore di distrazione – come inserire un oggetto di plastica nel contenitore della carta o sbagliare il giorno del ritiro – per finire nel mirino del ‘novello sceriffo’ e subire una sanzione che andrà a pesare direttamente sulle tasche dei cittadini”.
Marchionini e Rabaini accusano inoltre l’assessore di aver respinto “fermamente ogni proposta di mediazione (il rinvio in commissione, ndr), assumendosi la responsabilità di un regolamento fatto a scapito dei cittadini”.
Il regolamento, aggiungono, sarebbe anche di dubbia legittimità poiché “non cita né fa riferimento alla legge quadro di settore”.
"In un momento storico già complesso – concludono – l’amministrazione sceglie la via della punizione anziché quella della collaborazione. L’ispettore ambientale, per come è stato configurato, rischia di trasformarsi in uno strumento di pura cassa, pronto a colpire anche l’errore in buona fede dei residenti, piuttosto che educare a una gestione virtuosa dell’ambiente”.













