“È motivo di orgoglio per Omegna che a rappresentare l’Italia in occasione della cerimonia di apertura dei giochi olimpici Milano Cortina 2026 siano stati scelti anche due elementi profondamente legati alla nostra città: la poesia “Promemoria” di Gianni Rodari e la coreografia ispirata alla Moka. Le parole di Rodari, pronunciate davanti al mondo intero, hanno ricordato con semplicità e forza che ci sono cose da non fare mai: tra queste, la guerra. Un messaggio di pace oggi più che mai necessario”. Sono parole del sindaco di Omegna Daniele Berio, che all’indomani dell’apertura delle Olimpiadi commenta con profondo orgoglio un doppio omaggio che l’organizzazione ha reso alle eccellenze italiane e anche omegnesi. Un omaggio, però, dolce-amaro, a causa delle polemiche sollevate su più fronti riguardo alla performance del cantante Ghali, che ha recitato la poesia di Gianni Rodari.
Queste le parole del sindaco:
“In un evento di questa portata, così immenso e grandioso, non sfuggono i particolari e le sfumature. Un messaggio forte e chiaro che richiamasse la pace e la dignità dei popoli, poteva avere un’enorme risonanza in un’occasione come questa e certamente l’ha avuta. Spiace solo che l’artista che ha deciso di rendersi ambasciatore di questi valori e principi, sia stato abbandonato a sé stesso tra musiche, coreografie e le straordinarie parole del “nostro” Gianni Rodari. Si può essere protagonisti di una storia da raccontare e nello stesso tempo si può essere ignorati.
Il fatto che non sia mai stato menzionato dai commentatori e non sia mai stato ripreso da vicino, lascia perplessi. E la sensazione è che qualcuno o qualcosa possa aver avuto paura che un certo tipo di richiamo potesse arrivare a un artista/interprete diverso e inopportuno, scomodo. È come se il linguaggio della pace non fosse universale ma di proprietà esclusiva di un sistema superiore; sennò non si spiega perché non sia stato concesso a Ghali di interpretare Rodari anche in lingua araba!?
Quando i valori sono così alti e importanti, non possono e non devono essere discriminati coloro che si prestano ad essere strumenti di divulgazione. Non si può leggere un libro saltando i capitoli più fastidiosi, perché si rischia di non capire fino in fondo la storia. Sarebbe come leggere la nostra Costituzione e saltare gli articoli che non ci piacciono; in questo caso l’articolo 11: “L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Non so se ci sia stato un reale tentativo di ridimensionare la presenza di Ghali; devo dire però che grazie alle parole di Gianni Rodari, tutto è arrivato forte e chiaro! E questo ci rende ancora più orgogliosi”.














