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Attualità | 07 febbraio 2026, 18:01

''Più vigilanza sui pescatori del Lago Maggiore''

Lo ha chiesto il commissario italiano per la pesca, Marzo Zacchera, intervenendo all'assemblea della Fipsas a Villadossola, dove ha parlato anche di ''live sonar'' e della necessità di un'azione più decisa sugli uccelli ittiofagi

Il Lago Maggiore e nel riquadro il commissario Marco Zacchera

Il Lago Maggiore e nel riquadro il commissario Marco Zacchera

"Se è un evento positivo l'aver finalmente riconosciuto coregoni e salmerini come pesci "autoctoni" , e quindi con la possibilità di procedere a ripopolamenti, resta sul lago l'acuto problema della mancanza di una sufficiente vigilanza sia sui pescatori dilettanti che professionisti’’.  E' quanto ha detto il Commissario italiano per le pesca nel Lago Maggiore, Marco Zacchera, intervenendo all’annuale assemblea dei pescatori della Fipas a Villadossola.

Zacchera chiede ‘’una maggiore presenza di guardiapesca sia della Provincia che della Fipsas per evitare abusi e la posa di un numero eccessivo di reti oltre il consentito’’.

Il commissario ha anche ricordato che è stato vietato l'uso della "live-sonar" , ovvero di uno strumento che può individuare i pesci anche in profondità e da grande distanza favorendone la cattura. Questo, ha spiegato, "anche se poi si procede a volte al loro rilascio, buona parte del pescato muore creando un danno all'habitat perché si tratta normalmente di pesci di grandi dimensioni, i più importanti per un ripopolamento naturale delle acque. In ogni caso sarebbe opportuno pescare sempre con ami senza artiglione per favorire il rilascio del pesce pescato. "

Zacchera si è anche augurato che ‘’si trovino fondi per maggiori ripopolamenti delle acque dove la presenza dei siluri rende problematico l'equilibrio tra le diverse specie ittiche sottolineando che non si può rimandare anche un’azione decisa per ridurre il numero degli uccelli ittiofagi come svassi e cormorani che si sono riprodotti in numero assolutamente eccessivo e non possono essere abbattuti. La scelta migliore, ma costosa, sarebbe intervenire riducendo il numero delle uova nei nidi visto che ormai gli uccelli non sono più centinaia ma migliaia consumando ogni giorno molto di più del pesce pescato sul lago (e sui fiumi) dai pescatori’’.

Renato Balducci

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