“Il ministro Calderoli e la Lega sono stati costretti a una clamorosa retromarcia sulla classificazione dei comuni montani. La prima versione del Dpcm – sbagliata nei criteri e dannosa nei risultati – avrebbe ridotto il numero dei comuni montani a 2.844, penalizzando centinaia di territori fragili in tutta Italia”. Così, in una nota, il segretario del Pd del Vco Riccardo Brezza commenta le nuove disposizioni riguardanti la classificazione dei comuni montani, che permettono di reintegrare tutti i comuni della provincia che erano stati inizialmente esclusi.
“Grazie a una battaglia durissima del Partito Democratico e delle opposizioni -prosegue Brezza - sostenuta dalle regioni e dagli enti locali, il governo ha dovuto riscrivere completamente l’impianto: i comuni montani diventano ora 3.715, quasi 900 in più rispetto al progetto originario. Per il Verbano Cusio Ossola questo significa un risultato molto chiaro: tutti i comuni del Vco risultano classificati come montani. Un esito che smentisce la narrazione della Lega e che evita conseguenze gravissime per il nostro territorio”.
Sottolinea il segretario dem: “La bozza iniziale del governo – basata su criteri tecnici inadeguati e contraddittori – avrebbe escluso realtà riconosciute come montane dalla regione Piemonte, aprendo scenari pesanti non solo sulle politiche per la montagna ma anche, nel medio periodo, su strumenti essenziali per il Vco come i canoni idrici e le altre misure legate alla specificità territoriale. Il Partito Democratico, in Parlamento e nelle istituzioni, ha spiegato con forza quanto quel provvedimento fosse ingiusto e inefficace. Calderoli non ha accettato nessuno dei correttivi proposti e solo il braccio di ferro con regioni ed enti locali lo ha costretto a rientrare nei binari della ragionevolezza. Continueremo - conclude Brezza - a difendere la montagna e il Vco, che per noi non sono territori da marginalizzare ma una grande opportunità di sviluppo per l’intero Paese”.













