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Attualità | 24 marzo 2024, 11:00

Quasi 30 mila assunti a marzo in Piemonte, ma saldatori, operai specializzati e fabbri sono quasi introvabili

Le previsioni di Unioncamere rappresentano il 21% di quelle ipotizzate per tutto il Nord Ovest e il 6,6% del totale nazionale

Quasi 30 mila assunti a marzo in Piemonte, ma saldatori, operai specializzati e fabbri sono quasi introvabili

Sono circa 29.690 i contratti programmati dalle imprese piemontesi per marzo 2024, valore che sale a 87.330 se si considera l’intero trimestre marzo-maggio 2024.

Trend in crescita anche a livello nazionale

Il trend appare positivo sia a livello mensile (+1.870 entrate rispetto a marzo 2023, per una variazione tendenziale del +6,7%), sia su base trimestrale (+7.120 assunzioni rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente), in analogia rispetto a quanto avviene a livello complessivo nazionale (+7,1% su marzo 2023 e +8,7% rispetto a marzo-maggio 2023).

Le entrate ipotizzate in Piemonte a marzo 2024 rappresentano il 21,6% delle 137.700 assunzioni previste nel Nord Ovest e il 6,6% del totale di quelle nazionali (447mila circa). Questi sono alcuni dei dati contenuti nel Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, basato sulle interviste effettuate su un campione di imprese nel periodo 29 gennaio-12 febbraio 2024.

Sei  assunti su 10 a tempo determinato

Il 75,7% delle entrate programmate dalle aziende piemontesi riguarderà personale dipendente, il 14,9% lavoratori somministrati (in netta diminuzione rispetto alle previsioni di febbraio 2024), l’1,8% collaboratori e il 7,6% altri lavoratori non alle dipendenze.

La domanda di lavoro anche a marzo 2024 è trainata dai contratti a tempo determinato con il 59% delle entrate programmate (in linea rispetto al mese precedente), seguiti da quelli a tempo indeterminato con il 31% dei casi (in crescita di un punto rispetto a febbraio 2024). L’apprendistato rappresenta la tipologia contrattuale prescelta per il 8% delle entrate (in debole diminuzione), mentre gli altri contratti detengono una quota residuale del 2% del totale complessivo regionale.

Delle 29.690 entrate previste in Piemonte nel mese di marzo 2024 il 16% è costituito da laureati, il 28% da diplomati, le qualifiche o diplomi professionali e la scuola dell’obbligo pesano rispettivamente il 35% e il 19%.

L'industria fa la parte del leone

Considerando i dati del trimestre marzo-maggio 2024 emerge come siano sempre i servizi a formare la fetta più consistente della domanda di lavoro con 57.500 entrate, il 65,8% del totale (5.290 unità in più rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente). L’industria prevede 29.830 entrate, generando il 34,2% della domanda totale e segnando un aumento di circa 1.820 unità rispetto al periodo marzo-maggio 2023.

Tra i servizi, il comparto che assorbirà la fetta più rilevante delle 87.330 entrate previste nel trimestre marzo-maggio 2024 è il turismo (servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici servizi di alloggio e ristorazione, servizi turistici), con 12.420 ingressi (14,2% del totale), seguito dal commercio, con 11.940 entrate e una quota del 13,7% del totale e dai servizi alle persone, per cui le imprese intervistate presumono di dover effettuare 11.010 assunzioni (il 12,9%).

All’interno del comparto industriale si distinguono il settore edile, con 8.270 entrate previste nel periodo in esame, e le industrie meccaniche ed elettroniche, con 6.820 assunzioni nel trimestre e una quota del 7,8% del totale.

Uno su tre è un giovane con meno di 30 anni 

Il 24% delle entrate previste a marzo 2024 nella nostra regione sarà destinato a professioni commerciali e dei servizi, il 21% a dirigenti, specialisti e tecnici. Gli operai specializzati e conduttori di impianti produrranno il 31% delle entrate e solo il 10% sarà rappresentato da impiegati. I profili generici costituiranno il 14% delle assunzioni del mese.

Circa un’assunzione su tre (33%) interesserà giovani con meno di 30 anni. Nel 20% dei casi le imprese prevedono di assumere personale immigrato. Per il 63,5% circa delle entrate viene richiesta esperienza professionale specifica o nello stesso settore. Il 25,6% dei neo assunti sarà chiamato ad applicare soluzioni creative e innovative, il 14,7% coordinerà altre persone.

Il 45% delle entrate sarà inserito nell’area della produzione di beni ed erogazione del servizio, il 17% nelle aree commerciali e della vendita, il 15% in quelle tecniche e della progettazione. La logistica assorbirà L’11% circa delle assunzioni programmate per il mese di febbraio 2024, l’area amministrativa e quella direzionale genereranno entrambe una quota del 6%.

Saldatori e operai specializzati quasi introvabili

Appare ancora elevato il mismatch tra domanda e offerta di lavoro: a marzo infatti, la quota di assunzioni di difficile reperimento è pari al 49,9%, sostanzialmente in linea sia con il dato del mese precedente (49,5%), sia con quello di un anno fa (a marzo del 2023 la difficoltà di reperimento riguardava il 49,6% delle assunzioni). A livello nazionale la quota di entrate di difficile reperimento è del 47,8%.

Le difficoltà sono legate in primo luogo alla mancanza di candidati (32,4%, in lieve aumento rispetto a febbraio 2024), cui segue l’inadeguata preparazione degli stessi (13,3%, in lieve calo rispetto al mese precedente).

Scendendo nel dettaglio delle singole figure professionali, si segnalano difficoltà di reperimento particolarmente elevate per fonditori, saldatori, lattonieri, calderai, montatori di carpenteria metallica, per cui le imprese segnalano criticità nella ricerca dell’83,7% delle 810 unità previste in entrata. La ricerca di tecnici della distribuzione commerciale (80,6%), operai specializzati addetti alle rifiniture delle costruzioni (80,5%) e fabbri ferrai costruttori di utensili (80,4%) risulta problematica per una quota prossima agli 80 punti percentuale. Le imprese segnalano complessità superiori alla media anche nel reperimento di tecnici informatici, telematici e delle telecomunicazioni (78,6%), oltre che di meccanici artigianali, montatori, riparatori, manutentori di macchine fisse/mobili (76,8%).

La ricerca in base ai titoli di studio

Passando ai titoli di studio, la ricerca di personale laureato sarà difficoltosa per una quota superiore a quella media regionale (51,8%, a fronte del 49,9%). Nel dettaglio, le criticità maggiori riguarderanno il reperimento di laureati negli indirizzi di scienze matematiche, fisiche e informatiche (74,5%), sanitario e paramedico (72,5%), ingegneria civile ed architettura (67,1%) e chimico-farmaceutico (63,0%).

Le imprese lamentano difficoltà anche nel reperimento di candidati con istruzione tecnica superiore (ITS, 72,7%, in forte aumento rispetto al mese di febbraio 2024 – 62,0%-). A livello secondario si riscontrano nel complesso problematicità nel reperimento di candidati di poco inferiori rispetto alla media regionale (47,7%); le imprese segnalano, tuttavia, difficoltà elevate nella ricerca di diplomati negli indirizzi produzione e manutenzione industriale e artigianale (69,7%), meccanica, meccatronica ed energia (67,8%) e informatica e telecomunicazioni (67,5%).

Per quanto riguarda, infine, la qualifica di formazione o diploma professionale (la difficoltà di reperimento media del titolo di studio è del 52,3%), i problemi maggiori si segnalano per gli indirizzi impianti termoidraulici (84,1%), elettrico (81,0%) e riparazione dei veicoli a motore (73,9%).

Massimo De Marzi

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