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Attualità | 28 maggio 2023, 08:43

Coldiretti Piemonte: no ai cibi sintetici dalla World farmers’ organization

Il presidente Moncalvo: "Un ulteriore parere che sostiene la nostra battaglia"

Coldiretti Piemonte: no ai cibi sintetici dalla World farmers’ organization

La World Farmers’ Organization (WFO) rigetta qualsiasi tentativo di sostituire il cibo ottenuto tramite il lavoro degli agricoltori con prodotti di laboratorio e di amplificare in questo modo i problemi di concentrazioni lungo la catena alimentare, sminuendo il lavoro degli agricoltori e spingendo i consumatori verso un modello alimentare omologante che non valorizza la tradizione, la diversità, la ricchezza, la qualità e le specificità di ogni territorio del nostro pianeta. E’ quanto si legge nel documento approvato dall’Assemblea Generale della WFO che si è tenuta in Sud Africa. Si tratta dell’Organizzazione che riunisce associazioni di agricoltori e cooperative di agricoltori in tutti i continenti, dall’Asia all’Oceania, dall’Africa all’America fino all’Europa.

La preoccupazione per gli alimenti in provetta è stata espressa anche dal Comitato europeo delle regioni con la votazione in plenaria di un parere sul cibo sostenibile con uno specifico emendamento. Un parere coerente con il fatto che l’Unione Europea ha vietato dal 1996 nell’attività di allevamento e produzione della carne l’uso di ormoni che è invece necessario per i cibi di laboratorio.

“Un ulteriore parere che sostiene la nostra battaglia – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale -. Dall’Italia si estende dunque anche all’estero l’opposizione ai cibi a base cellulare. Alla preoccupazione per la salute si aggiunge quella sul piano ambientale dopo i risultati della ricerca realizzata da Derrick Risner ed i suoi colleghi dell’Università della California a Davis pubblicati sul sito www.biorxiv.org che hanno evidenziato che il potenziale di riscaldamento globale della carne a base cellulare, definito in equivalenti di anidride carbonica emessi per ogni chilogrammo prodotto, è da 4 a 25 volte superiore a quello della carne bovina tradizionale. Pensare di sostituire con un procedimento di laboratorio il legame tra il cibo che mangiamo e la terra è un atto gravissimo: non è questo il cibo del futuro che vogliamo. Per questo continueremo – concludono - a lavorare con il Governo per non abbassare la guardia, salvaguardare il nostro tessuto produttivo e difendere i nostri standard di qualità da chi invece pensa che sia possibile mettere a rischio la salute di milioni di consumatori a beneficio solo del proprio profitto”.

C.S.

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