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Attualità | 19 giugno 2022, 19:00

Ponte S. Giovanni: il Comitato non molla e prosegue la sua “battaglia” per la ricostruzione

Un folto gruppo di cittadini chiede all’amministrazione di intervenire per recuperare il manufatto

Ponte S. Giovanni: il Comitato non molla e prosegue la sua “battaglia” per la ricostruzione

Presentare la raccolta firme pro ricostruzione del ponte S. Giovanni (nella foto) e valutare ogni azione di comunicazione e di volontariato mirata alla valorizzazione sociale, turistico e culturale dello stesso e della sua foce, porta d'ingresso della Valgrande e biglietto da visita di Intra per chi viene dall’Europa del Nord. Erano questi gli scopi dell’incontro, svoltosi sabato scorso nella sede della Soms di Intra, in via De Bonis, per parlare del ponte S. Giovanni.

Un incontro, quello promosso dal Comitato spontaneo nato nei mesi scorsi, inserito nella rassegna intitolata “FerMenti”. Nel corso della serata sono stati illustrati i risultati (positivi) della raccolta firme avviata a suo tempo e si è tenuto un dibattito tra i promotori del comitato stesso e l’architetto Mauro Bissattini (“la ricostruzione tout court sarebbe un falso storico”). Ha moderato il giornalista Mauro Rampinini.

“Non importa quanto tempo occorrerà, fossero anche 40 anni, ma proveremo a restituire un bene alla città”, così un membro del Comitato. Durante la serata c’è chi ha fatto presente che se ci fosse stata una manutenzione costante, il ponte non sarebbe crollato. Un dibattito che si è svolto all’insegna del fair play com’era nelle intenzione degli organizzatori: Maydeas, Non Edicola Pontini e Soms.

Il ponte in sasso sul S. Giovanni, va ricordato, era crollato 30 anni fa per effetto di un’alluvione. La passerella costruita dopo il crollo avrebbe dovuto essere di natura provvisoria, ma invece è ancora lì, a simboleggiare la mancanza di attenzione da parte di tutte le amministrazioni che si sono via via succedute a Verbania. Nel settembre 2021, e siamo alla storia recente, un gruppo di cittadini ha avviato una petizione popolare per chiederne la ricostruzione e recuperare di conseguenza uno dei manufatti più significativi della città.


Redazione

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