Il sindaco di Verbania, Giandomenico Albertella, interviene per spiegare le ragioni che hanno portato la Giunta ad approvare l'intitolazione a Sergio Ramelli del tratto di lungolago di Intra compreso tra il vecchio imbarcadero e il parco Cavallotti. Una decisione che nelle ultime ore ha suscitato un acceso dibattito politico e alla quale il primo cittadino risponde rivendicando il valore della memoria come strumento di dialogo e riconciliazione.
"A Verbania la Resistenza ha lasciato i segni di sé, del suo coraggio, qui più che in molti altri posti sparsi sulla Penisola", esordisce Albertella. "Il fatto che io debba premettere un'ovvietà che i cittadini conoscono perfettamente è offensivo e racconta di un clima preoccupante in cui versa il Paese". Il sindaco richiama quindi la vicenda di Sergio Ramelli, il giovane militante del Fronte della Gioventù morto nel 1975 dopo essere stato aggredito. "Sergio Ramelli era un ragazzo ed è stato massacrato, lasciato a terra, è morto dopo giorni di agonia. È morto per le sue idee. Sono stati anni bui, dove il dialogo si è spezzato, in cui qualcuno si riteneva più nel giusto di altri. Idiozie".
Per Albertella, le vittime di quella stagione di violenza meritano tutte lo stesso rispetto, indipendentemente dall'appartenenza politica. "I cadaveri e le ferite dettati da quel clima ideologico e violento non hanno colore politico e il loro sangue, il dolore delle loro famiglie, la sconfitta per lo Stato, tutto ha lo stesso peso". Nel suo intervento il primo cittadino sottolinea anche il ruolo educativo delle istituzioni nei confronti delle nuove generazioni. "Noi che abbiamo una certa età lo sappiamo e chiunque sieda in un'istituzione pubblica, a qualsiasi titolo, ha il dovere di dare l'esempio ai propri cittadini, specie ai ragazzi che vanno guidati, messi in condizione di riflettere, di scegliere, di conoscere davvero".
Secondo Albertella, è proprio da questa convinzione che nasce la delibera approvata dalla Giunta. "Da qui nasce la delibera approvata lunedì 3 in cui intitoliamo quel tratto di passeggiata a Sergio. Credo nei ragazzi, ci ho sempre creduto. E credo che ricordare un ragazzo morto, farlo scavalcando la retorica e senza timore di sciacallaggi politici, sia uno dei tanti modi di accendere un faro sul dialogo. Sulla futilità di barricate utili solo ad esasperare posizioni sempre più deboli". Il sindaco respinge poi le polemiche e le interpretazioni che collegano l'intitolazione a manifestazioni nostalgiche o di estremismo. "Intitoliamo il lungolago a Ramelli perché non sia mai più, perché non si usino parole pesanti senza sentirne la gravità. Chi si aspetta flotte di saluti romani sul nostro lungolago sbaglia, o mente sapendo fin da oggi che questo non avverrà mai". Albertella invita quindi a non alimentare contrapposizioni che, a suo giudizio, finirebbero soltanto per impoverire il confronto democratico.
"Mischiare scene che non ci appartengono indebolisce il dibattito civile, la democrazia. E sputa sulla memoria di quel ragazzo massacrato, e di chi in quegli anni ha vissuto l'orrore dell'odio, qualsiasi casacca indossasse". Il messaggio si conclude con un invito a vivere il lungolago come luogo di incontro e condivisione. "Fatevi una passeggiata sul lungolago di Verbania, è un posto meraviglioso, dove si ritrova la pace e si incontra una comunità capace sempre di abbracciare, accogliere e stupire in positivo", conclude il sindaco.














