Se qualcuno cercasse su un manuale di politica la definizione di “azione di distrazione di massa”, probabilmente ci troverebbe un’immagine del nostro Sindaco Albertella.
Sempre carente quando si tratta di risolvere i problemi reali della comunità cittadina (a titolo di esempio ricordiamo il fallimento nella trattativa Barry Callebaut, i balbettii sulla questione sanitaria, l’asilo nido che doveva essere terminato entro giugno 2026 ed è ancora un cantiere a cielo aperto, l’incuria generale del verde pubblico, il Verbania Calcio…), c’è un argomento sul quale il sindaco Albertella va fortissimo: le azioni simboliche in sostegno ad una certa “sensibilità” politica, rappresentata dagli ambienti del neofascismo militante con i quali il Primo Cittadino intrattiene rapporti sempre più cordiali, con buona pace della storia e della memoria della città.
Dalle sue nuove, pericolose, amicizie il sindaco pesca il meglio del repertorio: una certa attitudine al revisionismo storico, testimoniata dalla grande partecipazione di esponenti della Giunta all’incontro alla SOMS di Intra che ha visto ospite il nipote del Duce e la tendenza a distorcere a proprio uso e consumo la memoria di vicende tragiche della storia nazionale, mascherando con parole di buon senso la volontà di solleticare la pancia dei camerati.
L’idea di dedicare parte del lungolago di Intra – il luogo dedicato ogni anno alla celebrazione della Festa della Liberazione – alla memoria di Sergio Ramelli va esattamente in questa direzione: nessuno mette in discussione la tragicità della vicenda del giovane milanese, una delle tante vittime innocenti di anni violenti e bui, nei quali il terrorismo di ambo le parti ha generato morti e dolore.
Ma siamo tutti a conoscenza del modo bieco e strumentale con il quale le destre neofasciste in Italia hanno preso vicende come quella di Ramelli utilizzandole per cercare di ripulirsi la coscienza a fronte dei loro tanti crimini e di creare una controstoria eversiva, in aperto contrasto con quella della Repubblica nata dalla Costituzione.
Non ha forse mai assistito il sindaco alle tante cerimonie del “presente”, alle marce delle teste rasate con labari e gagliardetti neri, che proprio ricordando il nome di Ramelli alzano il braccio teso alla memoria dei camerati caduti? Vogliamo davvero che un simile carnevale revisionista prenda vita proprio nel punto dal quale partì la tragica marcia dei 43, massacrati proprio da quelle persone che i camerati di Ramelli considerano eroi ed esempi da imitare?
No, grazie.
Sarebbe un insulto alla storia e alla memoria di questa città, messo in atto da una Giunta che – ricordiamolo – come primo atto del suo governo ha sabotato il percorso di re intitolazione della scuola “Cadorna” a Gino Strada (un’idea nata dal basso, proposta dal personale scolastico e dalle famiglie) giustificandosi con l’idea che la vita del fondatore di Emergency nulla centrasse con le vicende cittadine.
Se davvero si vuole ragionare di non violenza, e dedicare ad un argomento tanto nobile uno spazio della città, siamo felici di fornire al signor Sindaco alcune idee: la passeggiata potrebbe essere intitolata a Cleonice Tomasetti, donna e partigiana, che su quelle strade ha vissuto il suo martirio per la libertà di tutti noi.
Se invece si volesse portare l’attenzione sulla questione giovanile, potremmo pensare di dedicare quello spazio ad alcune importanti figure educative, che tanto hanno dato a generazioni di verbanesi: Giulio Cesare Rattazzi, Franco Bozzutto, Gianni Pizzigoni…gli esempi, per fortuna, non mancano.
La volontà politica si.
Esortiamo la giunta a ripensarci, e magari a riflettere prima di decidere: una consuetudine utile, per un amministratore pubblico.
Partito Democratico
Circolo di Verbania














