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Verbania | 05 agosto 2026, 11:05

Nuova Verbania boccia il progetto di captazione di acqua potabile dal lago Maggiore

Michael Immovilli: "Una scelta gestionale che rischia di rivelarsi pesantissima per le tasche dei cittadini"

Nuova Verbania boccia il progetto di captazione di acqua potabile dal lago Maggiore

“Acqua Novara Vco” annuncia per l’autunno l’avvio del cantiere per la captazione dal lago davanti giardini botanici di Villa Taranto, finanziato all’80% dal ministero alle Infrastrutture, 6,2 milioni di euro sui 7,9 complessivi e prevede il completamento dell’impianto per la primavera 2027. Ma, avverte Michael Immovilli – già candidato sindaco nel 2024, portavoce del movimento civico Nuova Verbania – le analisi e i costi di depurazione ricadranno sulle bollette dei cittadini mentre la rete idrica resta un colabrodo”.

Per Immovilli, “si nasconde una scelta gestionale che rischia di rivelarsi pesantissima per le tasche dei cittadini. Il piano promosso da Acqua Novara Vco prevede un investimento di 6,2 milioni provenienti dal Pnrr, per la posa della condotta sub lacuale e delle stazioni di pompaggio, ma occorre evidenziare un dettaglio cruciale sulle spese a lungo termine. I fondi europei – prosegue Immovilli – coprono esclusivamente le infrastrutture iniziali e la posa dei tubi lasciando totalmente scoperta la fase di esercizio. L’approvvigionamento idrico prevede il prelievo in profondità. L’acqua in superficie, pur captata in profondità, non è minimamente paragonabile a quella di sorgente. Richiede complessi, continui e costosi processi industriali di potabilizzazione, filtrazione chimica e un monitoraggio con analisi batteriologiche quotidiane per garantirne la sicurezza. Questi massicci costi energetici e operativi di depurazione rientrano nelle spese di gestione, non possono essere coperti dai fondi Pnrr. Verranno calcolati sulle tariffe del servizio idrico integrato traducendosi in un aumento strutturale delle bollette”.

Immovilli si dice, inoltre, perplesso dalla contestuale scelta di procedere alla dismissione di storici pozzi a terra, come quello di Intra (in piazza fratelli Bandiera, difeso sui banchi della minoranza dall’attuale sindaco quando s’opponeva al progetto di riqualificazione stralciato dopo la vittoria del 2024, ndr). “Sostituire – dichiara Immovilli – fonti che pescavano acqua già naturalmente protetta, con costi di gestione e monitoraggio minimi, per passare all’acqua del lago rischia di essere un controsenso economico e ambientale. La priorità strategica – conclude – doveva essere il rifacimento della rete di distribuzione a terra per fermare le perdite strutturali, non il finanziamento di una nuova e impattante fonte di prelievo”.

Redazione

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