“La drammatica situazione creata dagli incendi in Ossola deve aprire una riflessione seria. Oltre alla siccità e alla crisi climatica, su cui poco si può fare nell'immediato, c'è un tema fondamentale che riguarda il presidio e la manutenzione del territorio montano”. A parlare è Giorgio Ferroni, sindaco di Crevoladossola, che sottolinea: “I boschi ossolani sono oggi abbandonati perché non sono più redditizi. Ciò significa che il sottobosco si è trasformato in un deposito di materiale legnoso altamente infiammabile. Inoltre, queste aree abbandonate sono ormai raggiungibili solo a piedi o con i mezzi aerei”.
“I boschi - prosegue Ferroni - stanno inglobando non solo gli alpeggi disabitati e le baite, ma stanno arrivando a ridosso dei centri abitati: se si rende necessario evacuare interi paesi, significa che il livello di pericolo è altissimo. In questo ambito, invece, si può fare molto. Bisogna cominciare a capire che le piste tagliafuoco, le vie d'accesso agli alpeggi e gli interventi di selvicoltura sono elementi fondamentali per la tutela e la salvaguardia del territorio, e non interventi invasivi da contrastare a livello burocratico. Con la siccità dovremo convivere; è quindi auspicabile una forte sburocratizzazione, unita a un approccio pragmatico e non ideologico alla gestione della montagna. La vera tutela - conclude - non si fa con la conservazione ostinata dell'esistente, ma attraverso una gestione dinamica e concreta”.














