È stato il nipote, Stefano Mattachini, a concludere ieri l’annuale commemorazione di Giorgio Ambrosoli organizzata da Libera Vco a Ghiffa, davanti al busto del nonno sul lungolago che, dal 1998 è a lui intitolato. “Merito – ha ricordato – di una sindaca lungimirante, Giovanna Bersi, grazie alla quale vennero a Ghiffa l’allora ministro della giustizia, Giovanni Maria Flick e l’allora presidente della Camera, Luciano Violante, a chiedere scusa a nome dello Stato italiano che l’aveva lasciato solo quando lavorava alla procedura di fallimento della Banca privata italiana e lo lasciò solo anche dopo il suo assassinio”.
Un luogo del cuore, Ghiffa, per la famiglia Ambrosoli, come ha sottolineato il nipote: “La sera del suo omicidio, l’11 luglio 1979, alla vigilia della firma della richiesta di fallimento, a cena con gli amici si sentì chiedere: adesso che hai finito il lavoro, Giorgio, cosa desideri? Rispose: qualche giorno di vacanza a Ghiffa”. Vacanza che gli fu impedita dal killer mandato da Michele Sindona. Ha concluso il nipote: “Le ultime parole che sentì furono: mi scusi, avvocato Ambrosoli”. A sottolineare il rispetto portato al nonno anche da chi era stato mandato per assassinarlo”.
“Libera Vco – ha aperto la commemorazione Ilaria Mauro – fin dalla sua costituzione 19 anni fa scelse di intitolarsi a Giorgio Ambrosoli, di raccogliere il suo esempio morale. Nel corso degli anni, anche sul nostro territorio si sono verificati episodi come la fine della Banca popolare di Intra e il fallimento Tubor, a dimostrazione che non ci sono confini e che, anche sul nostro territorio, bisogna essere vigili”.
A rappresentare le istituzioni d’erano il sindaco di Vignone e referente provinciale di Avviso pubblico, Giacomo Archetti e la consigliera di maggioranza di Ghiffa Maria Cristina Pavanelli.















