"Nessun miracolo economico. Anzi, la nuda e cruda realtà è ben diversa". Cosi rispondono al sindaco Daniele Berio ed all'assessore al bilancio Gianni Desanti i due capigruppo di minoranza Stefano Strada e Mattia Corbetta. "In primis è bene ricordare - la loro precisazione - che il miglioramento dei conti è stato reso possibile anche grazie a una donazione straordinaria di circa 2 milioni di euro, una risorsa eccezionale che nulla ha a che vedere con la capacità amministrativa della giunta, ma solo alla generosità della vedova Lanfranchi che ha indicato il comune come unico erede.Viene evidenziato l'aumento delle entrate comunali, senza raccontare ai cittadini che questo risultato deriva dall'incremento della pressione fiscale e delle imposte locali: I MU e Addizionale IRPEF sono state portate al massimo consentito dalla normativa. È facile vantare maggiori incassi quando a pagare di più sono i cittadini omegnesi.Questa amministrazione ha prima introdotto e poi raddoppiato la tassa di soggiorno, un nuovo balzello che grava su turisti e operatori del settore turistico, risorse che non sono state destinate a migliorare l'accoglienza turistica cittadina o a rendere la Omegna più curata- sottolineano gli esponenti di Lega e Fdi.
Che poi attaccano la giunta sul taglio dei servizi. "Si parte dalla manutenzioni, poi poi proseguire con le minori risorse per la cura dei quartieri Lo stesso vale per i tagli alle associazioni di volontariato, non solo per gli eventi. Non dimentichiamo l'eliminazione del contributo alle società sportive giovanili, che consentivano anche l'integrazione e il coinvolgimento delle famiglie in difficoltà economiche, oppure la chiusura della Casa del Volontariato, che ha visto togliere la sede a diverse associazioni. Viene infine rivendicata l'estinzione anticipata di mutui, ma si omette di dire che ciò è stato possibile anche perché in questi anni sono mancate opere pubbliche di rilievo e investimenti strutturali per la città. Ridurre l'indebitamento senza realizzare interventi significativi non rappresenta necessariamente un merito - concludono Strada e Corbetta.














