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Attualità | 17 febbraio 2026, 14:30

Desertificazione bancaria, Uncem lancia l’allarme

Secondo i dati Cisl, la chiusura degli sportelli mette a rischio economia e servizi nei territori: istituzioni chiamate ad azione decisa

Desertificazione bancaria, Uncem lancia l’allarme

La desertificazione bancaria nei territori piemontesi rappresenta un’emergenza crescente, che va oltre la semplice chiusura degli sportelli. Secondo i dati diffusi dalla Cisl, la situazione ha ormai raggiunto un punto critico, con conseguenze dirette sull’economia locale, sulla vita democratica e sui diritti di cittadinanza.

“Ancora una volta i dati dei sindacati, Cisl in particolare, ci ripetono che la situazione è giunta a un punto di non ritorno. Non per le chiusure, bensì per la necessità di uno scatto della politica, delle istituzioni, che finalmente devono fare un’azione compatta e anche dura contro le banche che se ne vanno”, afferma Roberto Colombero, presidente Uncem Piemonte.

Secondo Colombero, “troppo spesso vediamo prese di posizione occasionali, troppo leggere, e poi applausi a gruppi che hanno appena chiuso decine e decine di sportelli bancari. Se ne vanno senza che nessuno dia supporto ai sindaci arrabbiati, giustamente, a nome delle loro comunità. La chiusura di sportelli e uffici bancari nei territori indebolisce il sistema economico. Fa male all’economia locale. Fa male a tutti”.

L’associazione sottolinea che il problema non riguarda solo l’accesso al contante o alla tesoreria comunale, ma ha un impatto diretto sulla coesione sociale e sulla dignità dei territori. “Chi va via sceglie di abbandonare porzioni enormi di territorio e intere comunità. Chi va via dimostra di essere più interessato agli utili che alla vita delle persone, alla giustizia sociale e alla dignità dei territori. Parlamento, governo e regioni agiscano contro le banche che chiudono”, conclude Colombero.

comunicato stampa a.f.

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