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Cultura | 15 febbraio 2026, 10:35

Verbania celebra Antonio Dal Masetto, scrittore divenuto celebre in Argentina FOTO

A lui è dedicato il premio letterario che è stato assegnato ad Adrian N. Bravi e Andrea Simionel

Sono la biblioteca Tristan Lobos di Salto e la fondazione CasaSan i destinatari in denaro del concorso letterario di Verbania intitolato ad Antonio Dal Masetto, diviso a metà tra i due vincitori ex aequo Adrian N. Bravi e Andrea Simionel. La biblioteca è la stessa frequentata da Dal Masetto per imparare lo spagnolo, lingua nella quale avrebbe scritto tutti i 30 libri pubblicati in Argentina. CasaSan mette a disposizione 30 laboratori artistici a giovani vulnerabili che, attraverso l’arte, trasformano la loro realtà di disagio.

Bravi ha esaudito il desiderio della figlia di Dal Masetto, Daniela. Simionel ha deciso di sostenere giovani in difficoltà, presumibilmente memore delle sue difficoltà nel processo d’integrazione in Italia. 

Quella di Bravi è una storia di re-immigrazione volontaria, di ritorno nel comune d’origine del padre, a Recanati, senza sapere una parola d’italiano: “I miei genitori non lo parlavano mai, l’unica lingua non spagnola che ascoltavo era il dialetto molisano di mia nonna, una lingua incomprensibile. Sono tornato in Italia senza sapere il perché”, racconta rispondendo alle domande di Clemente Mazzetta. Non spinto da ragioni, politiche come il suo personaggio più famoso “Adelaida” Gigli, “madre di due desaparecidos” in fuga dall’Argentina dei generali. L’approccio all’italiano è stato graduale, fino a farne la lingua in cui scrive i romanzi: “La lingua è un modo di raccontare il mondo, l’italiano è un altro modo di percepire la realtà che ti circonda, il passaggio dai primi due romanzi scritti in Italia in spagnolo all’italiano è stato naturale, al punto che mi capita di pensare in Italiano”.

Il passaggio dal romeno all’italiano, per Simionel, è stato più problematico: “I primi anni in Italia sono stati di confusione, mi ci sono voluti 5-10 anni per ambientarmi”. Una realtà che Simionel ha rappresentato in “Male a Est” (Italo Svevo Edizioni) e una rabbia che ha smaltito praticando il pugilato. Per Bravi, l’approccio al nuovo idioma è stato meno traumatico: “Entrare in una nuova lingua significa entrare in una cultura, farla tua, ho trovato una mia musicalità interna”.

La prima parte del pomeriggio alla Società operaia di mutuo soccorso verbanese è stato un omaggio a Dal Masetto. Il nipote Nahuel ha letto, in spagnolo, un brano di “È sempre difficile tornare a casa”, in cui lo scrittore racconta il disincanto provato quand’è tornato a Verbania alla vista della “montagna squarciata” appena sceso alla stazione di Fondotoce, riferimento alla cava sul versante del Montorfano e la trasformazione dei luoghi che aveva fatto conoscere agli argentini nei suoi romanzi. La figlia Daniela, tradotta dalla scrittrice e giurata del premio Laura Pariani, ha raccontato dell’emozione provata quando ha accompagnato il padre per le vie di Intra; dalla scuola elementare delle suore Rosminiane alla sona periferica dove abitava in cima d’Intra.

Il premio non in denaro, una trottola in legno degli artigiani della Valle Strona, è stato consegnato anche alla figlia. L’associazione Lago Maggiore LetterAltura ha deciso di ricordare Dal Masetto con una targa che sarà affissa alla Soms, l’assessore alla cultura Luciano Paretti ha consegnato a Daniela Dal Masetto un diploma fatto stampare dall’amministrazione comunale.

Redazione

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