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Cultura | 15 febbraio 2026, 10:04

"Metti un lunedì al cinema": a Baveno la rassegna dedicata all'universo femminile

Dal 2 al 23 marzo quattro proiezioni al centro culturale Nostr@domus

"Metti un lunedì al cinema": a Baveno la rassegna dedicata all'universo femminile

Riparte nel mese di marzo la rassegna “Metti un lunedì al cinema…a Baveno”, promossa all’assessorato alla cultura in collaborazione coni il cinecircolo socioculturale Don Bosco. Quattro proiezioni, sempre a ingresso gratuito, in programma dal 2 a 23 marzo alle 21.00 al centro culturale Nostr@domus di Baveno, tutte accomunate da un tema centrale: l’universo femminile.

L’assessore alla cultura Emanuele Vitale commenta la scelta dell’amministrazione citando Virginia Woolf: “Richiamo una delle voci più emblematiche del pensiero femminista per introdurre un ciclo di appuntamenti dedicati alle donne. Perché questo focus? Perché per troppo tempo siamo stati miopi ed è tempo di mettere a fuoco la realtà. Nel 2026 ricorrono 80 anni dal primo voto delle donne italiane, esercitato nel 1946 in occasione del referendum istituzionale. Meno di un secolo dopo, persistono ancora divari salariali, difficoltà nella conciliazione vita-lavoro, discriminazioni e violenze. L’invito è rivolto a tutte e tutti: pellicole di qualità e occasioni di incontro per non smettere di riflettere”.

 Il primo film, in programma il 2 marzo, è “Leggere Lolita a Tehran”, pellicola di Eran Rikilsi del 2024. Siamo a Tehran, nel 1979: Azar Nafisi - autrice del libro che ha ispirato il film - torna nel nativo Iran insieme al marito ingegnere Bijan dopo molti anni passati all'estero, piena di aspettative per il futuro del suo Paese a seguito della rivoluzione. La donna insegna letteratura inglese all'università e i suoi studenti, e soprattutto le sue studentesse, la considerano un modello di autonomia e indipendenza. Dopo l’ascesa dell’ayatollah Khomeini, Azar abbandona l'insegnamento universitario e decide di creare un circolo di lettura per donne, al quale si iscrivono sette delle sue ex alunne. Leggeranno insieme i testi anglosassoni proibiti dall'ayatollah, e la loro storia sarà divisa in parti intitolate a quei libri condannati.

Lunedì 9 marzo in scena “Le assaggiatrici”, tratto dall’omonimo libro di Rosella Postorino. Rosa Sauer, insieme ad altre sei donne, viene costretta per anni a sedere a tavola per assaggiare il cibo destinato ad Adolf Hitler con lo scopo di verificare che non sia avvelenato. Tra le sette donne, che ogni giorno potrebbero perdere la vita, si intrecciano rapporti che implicano sia la solidarietà che il possibile tradimento.

Il 16 marzo è la volta di “All we imagine as light” di Payal Kapadia. Prabha è un'infermiera nel reparto ginecologico di un caotico ospedale di Mumbai. Tramite un matrimonio combinato ha sposato senza conoscerlo un uomo che subito dopo si è trasferito in Germania, senza farsi praticamente più sentire. La donna divide un microappartamento con un'infermiera più giovane, Anu, che è innamorata di Shiaz, un ragazzo musulmano inaccettabile agli occhi della sua famiglia indù. La terza protagonista è la città di Mumbai, una città che annulla le singole individualità e dove il lusso sfrenato è riservato a pochi privilegiati, così come è discriminante la società indiana che attraverso le sue regole rigide e millenarie esercita una pressione incontestabile sulle vite delle persone, soprattutto (ma non solo) quelle di sesso femminile.

Infine, la rassegna si chiude il 23 marzo con “Il seme del fico sacro” di Mohammed Rasoulof. Amin ha finalmente ottenuto, dopo due decenni di lavoro, la promozione che attendeva: è ora addetto agli interrogatori e spetta a lui rinviare dinanzi al giudice gli accusati per una condanna che poi sarà certa. Ha una moglie devota e due figlie che studiano. La maggiore ha un'amica che viene gravemente sfigurata durante una manifestazione. Come aiutarla senza farlo sapere al capo famiglia? Per di più l'arma che e stata consegnata ad Amin al momento della promozione scompare da casa e lui rischia il carcere se non la si trova.

l.b.

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