Come “trono”, due tazze da wc sulle quali alternarsi ad ogni scroscio d’acqua. Questo lo scherzo di Carnevale di Pacian XXXI, al secolo Claudio Loraschi, al sindaco di Verbania Giandomenico Albertella durante la serata di apertura del Carnevale verbanese andata in scena ieri, 12 febbraio, al teatro Il Maggiore. Un “omaggio” alla doppia carica istituzionale di sindaco e presidente della provincia.
In compenso, ad Albertella e alla sua giunta il Console Pacian ha riservato una sufficienza, non del tutto piena, per i primi due anni di governo: “Con quella m… che te eredità!”. In sintesi: città più pulita, manutenzione ordinaria più efficace. Attenzione, però. A Daniele Capra, assessore ai lavori pubblici, ha raccomandato: “Fa mia la rutunda a la Beata Giovannina, cerca da sta sopra la panca (allusione al noto proverbio, ndr)”.
Lodi ironiche a Mattia Tacchini (attività produttive, mobilità) per i marciapiedi “diffusi” in piazza Mercato, “par ridisegnà le geometria”. Sull’assidua presenza di Tacchini ai mercati settimanali: “l’è tant affeziunà, che ul meterà ul so banchet!”. Apprezzamento per Massimo Manzini, “l’assessur fo tutt mi”, per il novo regolamento dei porti e per l’operato da “President di ConserVco”.
Promosse in toto le donne, a partire da “L'assessore m’arrangio” Monica Gulisano (polizia urbana e al benessere e alla sicurezza degli animali). Gratificata Liala Sartori, “l’unica assessura mia in menopausa”, che non si farebbe notare quando visita le scuole perché “la scambian par na studentessa!”. Toccato di fioretto Luciano Paretti (turismo e cultura), “turista fai da te c’ul manda i turisti l’estate a Villa Taranto e l’invern al Museo cun la racumandazion da ritirà la cartulina ricordo dul sindic Albertella”. Criticato, Paretti, per non aver invitato a “Gialli e Vinili” l’ex assessore Giorgio Comoli, noto anche come giallista ma difeso dalle critiche del “nevud da Carlo Marx” Riccardo Brezza al convegno contro l’egemonia culturale. Bonario lo sfottò al vicesindaco e assessore alla gentilezza Silvano Boroli, “che chissà quanti volt a voraress mandà tutt a c… ma po’ mia”.
Insolitamente generoso con sindaco e giunta, Pacian s’è rifatto con le minoranze. Soprattutto con “Marchionini, Rabaini, Marchionini (citata due volte, ndr)” che sarebbero affetti da “frustrazione da mancanza da cadrega”. L’ex sindaca avrebbe addirittura tentato il suicidio gettandosi dalla passerella ciclopedonale, “ma l’acqua l’era tropa basa”. Brezza e i suoi avrebbero “l’alito pesante” e patirebbero l’egemonia culturale degli altri. Mirella Cristina farebbe l’opposizione “quand la sa ricorda”, ma quelle poche volte "userebbe il lanciafiamme". L’unico a salvarsi, sui banchi dell’opposizione, sarebbe Simone Martoccia, “che parla mia da comunista”: apprezzabile la sua campagna per agevolare i giovani nell’utilizzo del trasporto pubblico.
Per questo Carnevale, ad Albertella e ai suoi è andata bene, ma Pacian ha concluso col suo solito ammonimento: “Ta manderò sempar a da via il c..”. La serata s’era aperta con l’esibizione, applauditissima del corpo di ballo. Commosso, nel ricevere il Viturin d’or, Camillo Ferrari. A seguire la sfilata dei reali.



















