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Attualità | 12 settembre 2021, 12:00

Cresce in Svizzera la discriminazione razziale, specie sul web

È quanto emerge dall’ultimo rapporto di monitoraggio del Servizio per la lotta al razzismo

Cresce in Svizzera la discriminazione razziale, specie sul web

Negli ultimi anni, il numero delle esperienze di discriminazione riportate è cresciuto, soprattutto tra i giovani: il 40 per cento delle persone tra i 15 e i 24 anni (+2 %) e il 39 per cento di quelle tra i 25 e i 39 anni (+4 %) sono stati vittima di discriminazione negli ultimi cinque anni. Il fenomeno si manifesta in tutti gli ambiti della vita, ma è particolarmente diffuso nel mondo del lavoro. Questo aumento è la prova di una maggiore consapevolezza del problema: il lavoro di sensibilizzazione e di pubbliche relazioni degli attori statali e della società civile ha contribuito non soltanto a migliorare le possibilità di segnalare casi di discriminazione razziale, ma anche la disponibilità a farlo.

Discorsi d’odio razzisti e teorie del complotto in aumento nello spazio virtuale

Il razzismo e i discorsi d’odio si diffondono oggi soprattutto attraverso Internet e i social media. La pandemia di COVID-19 ha contribuito ad accelerare in particolare la diffusione delle teorie del complotto antisemite. Le misure per contrastare in modo sistematico questo fenomeno si trovano però ancora agli inizi. Gli attori statali e della società civile, gli internauti e i gestori di piattaforme sono chiamati a trovare insieme soluzioni per creare un ambiente (virtuale) sicuro e libero da discriminazione e razzismo. Per questo motivo, il Servizio per la lotta al razzismo ha deciso di accordare prioritariamente i suoi aiuti finanziari nei prossimi anni a progetti che tematizzano il razzismo in rete.

Il razzismo percepito come problema sociale serio

La maggioranza della popolazione (58 %) considera il razzismo un problema sociale serio e quasi un terzo è del parere che si debba fare di più per combatterlo. Avvenimenti di attualità contribuiscono a far riflettere su razzismo e discriminazione, come scrive il consigliere federale Alain Berset nella sua prefazione: «Anche nel nostro Paese la pandemia di coronavirus e il movimento ‘Black Lives Matter’ hanno evidenziato disparità e spaccature sociali. Hanno per così dire acceso i riflettori su argomenti quali le pari opportunità e la partecipazione sociale, economica e culturale e, di conseguenza, anche sulle cause strutturali del razzismo e della discriminazione».

Monitoraggio della convivenza sociale

Pubblicato ogni due anni dal Servizio per la lotta al razzismo e fondato sui dati più recenti, il rapporto offre un quadro aggiornato dell’impatto della discriminazione strutturale sulla convivenza e la coesione sociale, fornendo così un contributo importante alla lotta contro il razzismo. Oltre a costituire un’opera di consultazione per gli specialisti e le persone interessate, serve da strumento di monitoraggio e da base per discussioni oggettive e per l’elaborazione di approcci risolutivi sul lungo termine.

Per l’analisi, che abbraccia il biennio 2019–2020, sono stati presi in considerazione i risultati dell’ultima indagine sulla convivenza in Svizzera condotta dall’Ufficio federale di statistica, i dati statistici su ambiti centrali della vita e su gruppi specifici della popolazione (tra cui gli indicatori dell’integrazione) e indicazioni sulle sentenze giudiziarie e sui casi trattati nell’attività di consulenza.


Redazione LuganoLife

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