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Regione | 10 aprile 2021, 15:00

Sanità e cure domiciliari covid, Cgil-Cisl-Uil: “Il Piemonte un modello? Forse no”

“Sin dall'inizio della pandemia abbiamo sollecitato la Regione a predisporre un serio progetto di rafforzamento della rete di medicina territoriale, unico vero strumento per evitare l’affollamento degli ospedali”

Sanità e cure domiciliari covid, Cgil-Cisl-Uil: “Il Piemonte un modello? Forse no”

Nella giornata di giovedì 8 aprile le testate giornalistiche hanno riportato sia il comunicato stampa dei Senatori della Lega, nel quale si esaltava la scelta del Piemonte di privilegiare le cure domiciliari per gli ammalati di Covid-19, sia l'intervista all'Assessore Icardi che, al contrario, ammetteva quanto, proprio a causa delle mancate cure domiciliari, i nostri Ospedali fossero in grave difficoltà.

Bisognerebbe fare attenzione a non esagerare nell'enfasi quando i numeri dimostrano chiaramente un’altra realtà. Il Piemonte è, purtroppo, una delle prime regioni per morti e ricoverati per Covid-19, con le terapie intensive occupate oltre la soglia di allarme e con dimensioni di contagi settimanali che ci hanno collocato in zona rossa.

Cgil - Cisl - Uil Piemonte, sin dall'inizio della pandemia, hanno sollecitato la Regione a predisporre un serio progetto di rafforzamento della rete di medicina territoriale, unico vero strumento per evitare l’affollamento delle strutture.

Nel luglio 2020 abbiamo sottoscritto un Protocollo d’Intesa che avrebbe dovuto dare il via al confronto per la costruzione di un modello di medicina territoriale indispensabile non solo in fase pandemica ma, in prospettiva, per la realizzazione di una efficace rete in grado di tutelare la salute dei cittadini.

Purtroppo, nulla è stato fatto e le ondate di picco pandemico si sono susseguite, con il risultato di moltissimi contagi e troppi morti.

A questa situazione già grave bisogna aggiungere il costante rinvio delle prestazioni per la diagnostica e per le cure degli altri ammalati, con interi reparti costretti a trasformarsi in reparti Covid-19, venendo meno alla loro funzione originaria.

In molti casi, solo il meritorio ed estenuante lavoro svolto da tutto il personale sanitario piemontese in questi mesi ha supplito alle gravi carenze organizzative che da molti anni caratterizzano il nostro sistema sanitario.

È tempo di impegnarsi seriamente per garantire davvero la salute ai cittadini che vivono nella nostra Regione, a quelli di oggi e a quelli di domani”.

Così in un comunicato CGIL, CISL e UIL Piemonte.


Comunicato Stampa

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