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Politica | 22 febbraio 2021, 16:20

In arrivo 20 milioni per il comparto neve piemontese ma le opposizioni attaccano: "Nessun piano di rilancio"

Pd: “Il settore ha bisogno di una politica che ne ridisegni il futuro e di investimenti". Disabato (M5S): "Soldi dal Governo ma non dalla Regione"

In arrivo 20 milioni per il comparto neve piemontese ma le opposizioni attaccano: "Nessun piano di rilancio"

Un primo importo dei 20,5 milioni di contributi economici, provenienti da risorse statali, stanziati per gli operatori della montagna danneggiati dalle chiusure per l’emergenza epidemiologica: è quanto previsto dalla delibera della Giunta regionale, che ha ottenuto all’unanimità il parere preventivo favorevole dalla Terza commissione, presieduta da Claudio Leone.

Come ha spiegato l’assessore regionale al Turismo Vittoria Poggio, verranno ripartiti “una tantum” 5,3 milioni per i gestori degli impianti di risalita che abbiano garantito, se possibile, una minima apertura e di 1.500 euro per le agenzie di viaggi.

In Piemonte operano oltre 1800 maestri di sci, a loro verrà assegnato un bonus di 2000 euro se hanno effettuato almeno trecento ore di lezione nelle stagioni 2018-2019 e 2019-2020, di 1000 euro se hanno effettuato almeno 150 ore, 200 euro se hanno svolto meno di 150 ore. Come si legge nella delibera, i nuovi maestri che hanno ottenuto l’abilitazione a decorrere dal primo settembre, ma che non sono stati ancora in grado di iniziare l’attività per la chiusura degli impianti o perché non attualmente in organico alle scuole, godranno invece i 600 euro. Poggio ha infine annunciato anche un primo sostegno di 300.000 euro per gli sci club, tramite la Fisi (Federazione italiana Sport invernali).

“La montagna e il sistema invernale della neve sono uno dei pilastri dell’economia turistica del Piemonte, è necessario quindi sostenere il settore” ha affermato l’assessore.

Per delucidazioni e informazioni sono intervenuti nell’ordine Marco Grimaldi (Luv), Mario Giaccone (Lista Monviso), Valter Marin (Lega), Paolo Bongioanni (FdI), Sarah Disabato (M5s), Alessandra Biletta (Fi), Francesca Frediani (M4o) , Maurizio Marello e Monica Canalis (Pd).

Il Gruppo del Partito Democratico ha espresso parere favorevole alla Delibera che prevede l’assegnazione di risorse al mondo dello sci (gestori di impianti, club sportivi, maestri) e alle agenzie di viaggio duramente colpiti dalla crisi economica causata dalla pandemia che ha imposto chiusure e il blocco di molte attività e che ha causato il rinvio dell’apertura della stagione sciistica. Tuttavia, abbiamo sottolineato che i 20 milioni utilizzati per il sostegno a questi settori provengono totalmente da erogazioni del Governo Conte e la Regione si è limitata a deciderne la ripartizione” affermano la Vicepresidente della III Commissione Monica Canalis e il Consigliere regionale del Partito Democratico Maurizio Marello.

Ci saremmo aspettati che la Giunta regionale non si limitasse a erogare i ristori statali – proseguono i Consiglieri regionali dem – ma che prevedesse misure mirate a far ripartire un mondo economico in grande difficoltà. Al comparto dello sci non basteranno bonus a pioggia, ma che occorrerà un piano di rilancio perché il sistema neve, come più in generale gli altri settori maggiormente colpiti dalla pandemia, ha bisogno di una politica che ne ridisegni il futuro e di investimenti che consentano la ripresa delle attività appena sarà possibile”.

"Misure di sostegno alla montagna piemontese: arriveranno solo i fondi del Governo, dalla Regione Piemonte nemmeno uno spicciolo. Il provvedimento approvato oggi in Commissione regionale, che prevede lo stanziamento di circa 20,5 milioni di euro, è sostenuto esclusivamente da fondi ministeriali (decreto legge 30 novembre 2020, n. 157) stanziati dal Governo Conte", ha sottolineato Sarah Disabato, Consigliera regionale del M5S.

"Anche la Regione Piemonte avrebbe dovuto fare la propria parte inserendo risorse aggiuntive a sostegno di un comparto fortemente penalizzato dagli effetti della pandemia. E' quanto abbiamo chiesto, a più riprese, ma senza ottenere riscontri da parte della Giunta Cirio".

 





C.S.

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