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Attualità | 15 ottobre 2026, 12:00

“La cura è di casa”, dieci anni di impegno nel Vco diventano un’eccellenza nazionale

Il progetto, che offre numerose opportunità a sostegno degli anziani del territorio, ha ricevuto a Roma il premio Impatto Pa 2026

Arianna Biollo, Claudia Ratti, Chiara Fornara, Giulia Rodari

Arianna Biollo, Claudia Ratti, Chiara Fornara, Giulia Rodari

Il progetto “La cura è di casa - Terzo Tempo” - promosso dal Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano in collaborazione con i Consorzi del Cusio e dell’Ossola, Gav, Pro Senectute Omegna, Auser Domodossola, Afa e associazione Parkinsoniani Vco - ha ricevuto un prestigioso riconoscimento: il premio Impatto Pa 2026, consegnato ieri, 14 ottobre, nella sede del Cnel a Roma.

Il riconoscimento, promosso dal Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro nell’ambito della presentazione della relazione annuale sui servizi pubblici, premia ogni anno le iniziative più innovative e ad alto impatto sociale realizzate dalla pubblica amministrazione e dal terzo settore italiano. Quest’anno il progetto del Vco è stato selezionato tra 92 candidature provenienti da tutta Italia, superando una valutazione in tre fasi condotta da una giuria presieduta da Marcella Mallon, presidente dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), e composta da rappresentanti di Università, Anci, Conferenza delle Regioni, Dipartimento della Funzione Pubblica e Upi. A ritirare il premio una piccola e qualificata delegazione di sole donne partita da Verbania: Chiara Fornara, dirigente del Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano, Arianna Biollo, responsabile del Servizio Sociale, Giulia Rodari, project manager e Claudia Ratti, manager di rete de La Cura è di Casa.

La motivazione ufficiale del premio è esposta da Emanuele Padovani, professore ordinario dell’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna: “Aver costruito una rete di welfare comunitario che offre alle persone anziane fragili servizi di prossimità: trasporto sociale e occasioni di socializzazione, contrastando l’isolamento e favorendo la permanenza al domicilio”.

Attraverso integrazione dei servizi, scambio intergenerazionale e partecipazione della comunità si sono raggiunti dei risultati tangibili. Il riconoscimento, inoltre, arriva in un momento dal forte valore simbolico: quest’anno il progetto compie esattamente dieci anni. Dal 2016 a oggi la rete di enti pubblici e organizzazioni del terzo settore del Vco ha costruito un sistema di welfare diffuso che oggi conta 18 salotti degli anziani diffusi su tutto il territorio provinciale, tre Caffè Alzheimer, tre poli per le persone con Parkinson, una Centrale Unica del Trasporto Sociale, sette associazioni coinvolte nei trasporti e l’inaugurazione del Verbania Social Club, uno spazio rigenerato dedicato alle terapie non farmacologiche per le malattie neurodegenerative e a disposizione delle associazioni del territorio che ne abbiano bisogno. Sono oltre 150.000 i chilometri percorsi ogni anno dai volontari autisti per accompagnare anziani fragili a visite mediche, commissioni e attività di socializzazione; più di 500 le persone che ogni settimana frequentano i salotti, sostenute da circa 140 volontari attivi.

“La pubblica amministrazione ha svolto un ruolo di coordinamento e di regia in coprogettazione con moltissimi enti del terzo settore e le fondazioni - ha dichiarato Chiara Fornara nel momento della consegna -. Abbiamo trasformato quello che potrebbe essere un problema in una risorsa di sviluppo del territorio, richiamando l’attenzione sul tema dell’invecchiamento attivo, ma anche del supporto alle famiglie che hanno situazioni di persone con patologie neurodegenerative, l’Alzheimer e il Parkinson, sviluppando reti di supporto orizzontali e di contrasto alla solitudine. Un ringraziamento speciale va a Fondazione Cariplo e alla Fondazione Comunitaria del Vco, che fin dai primi passi di questa avventura hanno creduto e investito in questa visione, rendendo possibile la crescita di un welfare comunitario diventato oggi esempio di eccellenza nazionale”.

l.b.

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