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Attualità | 14 ottobre 2026, 11:00

Verbania, dai cambiamenti climatici alla tutela dei giardini storici: nasce una rete di collaborazione

Oltre 75 partecipanti al primo Forum dei Giardini Storici e degli Orti Botanici tra Villa Giulia e Villa Taranto. Gli interventi saranno raccolti in un volume, già fissata la seconda edizione per ottobre 2027

Verbania, dai cambiamenti climatici alla tutela dei giardini storici: nasce una rete di collaborazione

Oltre 75 partecipanti provenienti da tutta Italia e dalla Svizzera si sono ritrovati a Verbania per il primo Forum dei Giardini Storici e degli Orti Botanici, che si è svolto il 9 e 10 ottobre tra Villa Giulia e i Giardini Botanici Villa Taranto. Due giornate di confronto dedicate alle principali difficoltà che interessano questi luoghi, dai cambiamenti climatici alla diffusione dei parassiti, fino alla formazione del personale e alla sostenibilità economica.

L'iniziativa, organizzata nell'ambito di Artemisia, Arte e Giardini, è stata promossa dalla Fondazione Giardini Botanici Villa Taranto e da Ars.Uni.Vco, insieme alla Città di Verbania, all'Orto Botanico dell'Università di Pavia, a Upontourism e a Grandi Giardini Italiani.

Nel corso del Forum sono stati presentati 25 contributi da parte di direttori, curatori, botanici, agronomi e tecnici, con l'obiettivo di condividere esperienze e individuare possibili forme di collaborazione per la tutela del patrimonio botanico.

Uno dei temi centrali è stato l'impatto dei cambiamenti climatici. Siccità, eventi meteorologici estremi e diffusione di specie invasive rappresentano problemi sempre più rilevanti per la conservazione dei giardini storici. Tra gli esempi presentati quello del Parco delle Terme di Levico, dove la tempesta Vaia del 2018 aveva abbattuto 216 alberi ad alto fusto. Il successivo intervento di ripristino ha portato alla piantumazione di 266 nuovi esemplari, tenendo conto delle mutate condizioni climatiche.

Si è discusso anche della diffusione di insetti dannosi per il patrimonio vegetale, tra cui la Popillia japonica, presente ormai in diverse aree del Nord Italia.

Un altro argomento affrontato ha riguardato il rapporto tra i giardini e il territorio. In particolare, è stata analizzata la situazione dei Giardini Botanici Villa Taranto, evidenziando come la loro posizione tra il lago e la città non corrisponda necessariamente a collegamenti pedonali e di trasporto pubblico adeguati.

"La centralità geografica non coincide necessariamente con quella relazionale", ha osservato Xenia Abramovich, architetta paesaggista e dottoranda alla Aalto University, intervenuta proprio sul caso di Verbania.

Durante le due giornate è emersa inoltre la necessità di investire nella formazione di figure professionali specializzate. La gestione di un giardino storico richiede infatti competenze differenti, dalla botanica all'agronomia, fino alla conservazione delle collezioni, all'amministrazione e alla comunicazione.

Tra le questioni ancora aperte figura quella delle risorse economiche. La manutenzione e la conservazione dei giardini comportano costi elevati, non sempre compensati dagli ingressi dei visitatori. Un esempio è arrivato da Villa Reale di Marlia, dove il numero di visitatori è aumentato sensibilmente senza però consentire di coprire completamente le spese di apertura.

Il risultato principale del Forum è stato l'avvio di una rete di collaborazione tra le realtà partecipanti, con l'intenzione di mantenere un confronto stabile sulle problematiche comuni e sulle possibili soluzioni.

L'esperienza non si concluderà con le due giornate verbanesi. I contributi presentati saranno raccolti in un volume pubblicato da Unicopli, per rendere disponibili gli approfondimenti anche alle strutture che non hanno partecipato.

È già stata inoltre annunciata la seconda edizione del Forum, in programma l'8 e il 9 ottobre 2027 a Verbania. I temi saranno definiti dal Comitato scientifico sulla base delle questioni emerse durante il primo incontro e delle indicazioni raccolte tra i partecipanti.

L'obiettivo è dare continuità al lavoro avviato, favorendo lo scambio di conoscenze e la collaborazione tra le istituzioni impegnate nella conservazione dei giardini storici e degli orti botanici.

a.f.

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