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Attualità | 13 ottobre 2026, 11:00

Bée e carcere di Verbania, un anno di collaborazione per l’inclusione e il reinserimento

Detenuti coinvolti in attività a beneficio della comunità: un’esperienza di volontariato, condivisione e seconde possibilità che punta a diventare un modello replicabile anche in altri territori

Bée e carcere di Verbania, un anno di collaborazione per l’inclusione e il reinserimento

Fare il punto sul percorso compiuto, valorizzare il contributo delle persone coinvolte e guardare alle prospettive future. È questo il significato dell’incontro che si è svolto a inizio ottobre presso la Casa Circondariale di Verbania, a circa un anno dal lancio del progetto nato dalla collaborazione tra il comune di Bée, la Casa Circondariale di Verbania e l’associazione Camminare Insieme di volontariato penitenziario.

L’iniziativa nasce nel 2025 da un desiderio condiviso e dalla volontà di creare nuove occasioni di incontro e collaborazione tra la realtà carceraria e il territorio. Tra marzo e luglio 2025 sono state costruite le necessarie sinergie, definita la convenzione e organizzato il programma delle attività, con il coinvolgimento delle associazioni locali e una particolare attenzione alla qualità dell’esperienza proposta ai detenuti volontari. I valori alla base del progetto sono scambio e condivisione, sensibilizzazione, inclusione e reinserimento, con un obiettivo ulteriore: fare dell’esperienza un modello ampliabile e replicabile anche in altre realtà.

Uno degli elementi caratterizzanti dell’iniziativa è stato il coinvolgimento diretto dei detenuti in attività concrete a beneficio della comunità di Bée, diversificando sia le mansioni sia i luoghi nei quali operare. Le attività hanno interessato diversi spazi del paese: dalla scuola, con interventi di intonaco e pittura, all’oratorio, con lavori di pittura e pulizia; dai quartieri, con attività di verniciatura, all’area polivalente, con interventi di cura del verde. Sono stati inoltre realizzati lavori di pulizia e manutenzione del verde presso il cimitero e nella piazza principale.

Il progetto non si è limitato alle attività operative, ma ha previsto anche momenti di incontro e condivisione. Tra questi, il pranzo al Circolo insieme all’amministrazione e ai volontari locali, visite guidate al Centro Buddista di Albagnano e un pranzo condiviso nella sala comunale. In questo modo, la collaborazione ha rappresentato non soltanto un’opportunità di svolgere attività utili alla collettività, ma anche uno spazio di relazione e conoscenza reciproca, capace di mettere in contatto persone e realtà normalmente separate.

L’incontro di ottobre ha rappresentato anche un momento particolarmente significativo per i detenuti che hanno partecipato volontariamente al progetto. Nel corso della mattinata, l’amministrazione comunale ha consegnato a ciascun partecipante un certificato di ringraziamento per il contributo volontario offerto alla comunità. Il documento vuole essere innanzitutto un gesto genuino di apprezzamento per l’ottimo lavoro svolto, ma ha anche una finalità concreta: costituire una referenza da poter allegare al curriculum vitae al termine della pena, come testimonianza dell’esperienza maturata e dell’impegno dimostrato. Nel corso dei dodici mesi il progetto ha coinvolto oltre dieci volontari. Nonostante la natura gratuita dell'iniziativa, altri detenuti hanno già manifestato interesse e presentato domanda per poter partecipare alle future attività, un segnale dell’interesse suscitato dal percorso.

Bée, piccolo comune a 591 metri di altitudine e con circa 700 abitanti, è caratterizzato anche da una significativa pluralità culturale, con 31 nazionalità presenti sul territorio. In questo contesto, il progetto si inserisce in una più ampia attenzione ai temi della comunità, dell'inclusione e della partecipazione. L’esperienza maturata in questo primo anno vuole ora essere condivisa pubblicamente, affinché possa essere replicata in altre realtà, ulteriormente migliorata e integrata. Il progetto è già stato presentato in occasione di iniziative pubbliche dedicate ai temi del reinserimento e delle seconde possibilità. L’obiettivo è quindi proseguire il percorso, consolidando quanto costruito e mettendo a disposizione di altre amministrazioni, associazioni e realtà penitenziarie un’esperienza concreta, nata dalla collaborazione tra istituzioni, volontariato e comunità locale.

Un progetto che parte da un piccolo territorio, ma che guarda oltre i suoi confini: perché inclusione e reinserimento diventano più concreti quando si trasformano in occasioni reali di partecipazione, responsabilità e incontro. Il comune di Bée desidera rivolgere un sentito ringraziamento alla direttrice Claudia Piscione Kivel Mazuy, alla comandante Valeria Antonella De Iaco e a tutto il personale della Casa Circondariale di Verbania, a Mariangela Ragazzoni, Gabriella Nurzia, Marco Colombo, Stefania Ralici e agli altri volontari dell’associazione Camminare Insieme, alla Garante dei Detenuti Silvia Magistrini, a tutti i componenti dell’amministrazione comunale e ai dipendenti del comune di Bée, ai volontari delle associazioni del paese, nonché alla stampa locale e alla popolazione di Bée, che hanno accolto l’iniziativa con entusiasmo e apertura.

l.b.

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