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Attualità | 07 ottobre 2026, 14:42

Ramelli, Albertella: “Il ponte una scelta di ascolto e dialogo”

La giunta modifica la precedente delibera: l’intitolazione si sposta dal lungolago di Intra al nuovo collegamento ciclopedonale sul San Bernardino. Il sindaco: “Verbania non sceglie tra le vittime, dà a ciascuna il suo posto”

L’intitolazione a Sergio Ramelli si sposta dal lungolago di Intra al nuovo ponte ciclopedonale sul San Bernardino, che collega Intra con l’area del Teatro Maggiore. La decisione, anticipata ieri dal sindaco Giandomenico Albertella durante l’evento “La Stampa per voi” al Cem, è stata formalizzata questa mattina dalla giunta comunale.

Una modifica della scelta iniziale maturata, ha spiegato il primo cittadino, dopo settimane di confronto con la città, segnate anche dalle contestazioni culminate nella manifestazione dello scorso 27 settembre. “In queste settimane ho ricevuto molte lettere, tante a sostegno di questa scelta e altre contrarie, e ho ascoltato con attenzione anche chi la pensa diversamente – ha spiegato Albertella –. Ricordare Sergio Ramelli significa dire ai nostri ragazzi che in questo Paese nessuno deve più morire per un’idea. La condanna della violenza politica non ha colore. Ma la memoria ha dei luoghi, e il lungolago appartiene ai martiri che lo hanno percorso metro dopo metro”. Da qui la scelta del nuovo ponte, un luogo che non ha ancora un nome e al quale l’Amministrazione attribuisce anche un valore simbolico di unione e dialogo. “Non è un caso che sia un ponte: un ponte tiene insieme le due sponde – ha sottolineato Albertella –. Sul lago continueranno a camminare, idealmente accanto a noi, i ragazzi del ’44. Sul ponte, chi lo attraversa leggerà il nome di un ragazzo del ’75. Due storie diverse, nessuna da usare contro l’altra. Verbania non sceglie tra le vittime, dà a ciascuna il suo posto”.

Alla conferenza stampa il sindaco si è presentato affiancato dai rappresentanti dei due gruppi di maggioranza, Verbania Futura e Leali con Verbania!, a testimonianza della condivisione della decisione. “Una comunità è forte quando c’è dialogo – ha commentato il capogruppo di Verbania Futura Beniamino Ricca –. Il dialogo ha portato al risultato di oggi. Non c’è stata sconfitta, nessun passo indietro. Non sono d’accordo con quanti hanno scritto sui social che questa vicenda lascia una ferita. Non c’era alcuna ferita da sanare”. Pietro Morelli, capogruppo di Leali con Verbania!, ha aggiunto: “Come cristiano mi ha colpito la fine di questo ragazzo, morto per le ferite riportate nell’aggressione che ha subito”. Massimo Guaschino di Verbania Futura si è detto invece “amareggiato per il tono del dibattito”, sottolineando come, a suo giudizio, sia sbagliato accostare la vicenda dei 42 Martiri a quella di Ramelli, nato undici anni dopo la fine della guerra.

Soddisfazione è stata espressa anche da Alberto Cerni, presidente dell’associazione Cultura e Tradizione, che aveva avanzato la proposta dell’intitolazione. “Il sindaco ha ascoltato la nostra proposta, ha visto quello che i cittadini avevano da dire e ha saputo mediare con due anime della società che possono coesistere. Il ponte nuovo è bello, condivido questa idea di unione”. La pratica per l’intitolazione del ponte a Sergio Ramelli passerà ora alla Prefettura per il successivo iter previsto dalla normativa. “Mi auguro che la cerimonia di intitolazione del ponte sia l’occasione per ritrovarsi, favorevoli e contrari, come comunità”, ha concluso Albertella. Rimane infine la questione della richiesta avanzata dall’Associazione ex allievi del Cobianchi di dedicare lo stesso ponte alla memoria dello storico preside Giulio Cesare Rattazzi. Albertella ha precisato che agli atti esiste la lettera inviata alla precedente Amministrazione, ma che non era stata avviata alcuna pratica formale. Il sindaco ha comunque confermato la disponibilità dell’Amministrazione a valutare l’intitolazione di un altro luogo della città a Rattazzi.

Redazione

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