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Politica | 29 settembre 2026, 19:00

Lungolago intitolato a Ramelli, la maggioranza: "Non revocheremo la delibera sotto pressione della piazza"

I gruppi Verbania Futura e Leali con Verbania non fanno marcia indietro dopo la manifestazione dei giorni scorsi: "Condanniamo ogni violenza politica, senza eccezioni"

Lungolago intitolato a Ramelli, la maggioranza: "Non revocheremo la delibera sotto pressione della piazza"

Le liste civiche di maggioranza di Verbania - Verbania Futura e Leali con Verbania - replicano alla manifestazione contro l’intitolazione del lungolago di Intra a Sergio Ramelli, il militante del fronte della gioventù (giovanile del Movimento Sociale Italiano) pestato a morte da militanti di avanguardia operaia nel 1975.

“Parole come ‘provocazione’ e ‘oltraggio’ (del segretario provinciale Anpi Franco Chiodi, ndr) hanno spostato il confronto altrove: non più sul ricordo di una vittima, ma sula pretesa di stabilire chi abbia titolo a custodire la memoria della città e quale memoria sia ammessa. È un modo di intendere il dibattito pubblico che non riguarda solo Verbania, ma che qui oggi si fa sentire. Chi custodisce la memoria ha il dovere di non trasformarla in terreno di scontro politico. A più di ottant’anni dalla fine della guerra, e a mezzo secolo dagli anni di piombo, leggere il presente con le lenti della guerra civile significa tenere aperte ferite che il Paese ha il diritto di consegnare alla storia, con tutti i loro orrori, perché restino una lezione e non diventino un’arma”.

“Per questo - scrivono i due gruppi civici di maggioranza – la nostra posizione non cambia. L’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli è una scelta ponderata, condivisa da tutta la maggioranza e fondata su un principio che non intendiamo mettere in discussione: la condanna di ogni violenza politica, senza eccezioni. Una scelta che non toglie nulla a nessuno: il Monumento ai Marinai d’Italia resta dov’è, e nessuno ha mai pensato di toccarlo. Non revocheremo la delibera sotto la pressione della piazza. Perché farlo significherebbe ammettere che esistono vittime da ricordare e vittime da dimenticare”.

Per dovere di cronaca, corre l’obbligo di precisare che la delibera del 3 agosto fu adottata dalla giunta. In consiglio non è mai arrivata, nonostante l’avesse chiesto Casa Riformista. E, sempre per dovere di cronaca, corre l’obbligo di precisare che è la prima volta che la maggioranza, e nemmeno tutta (recentemente entrata anche Fratelli d’Italia), si esprime a favore dell’intitolazione. Intitolazione che, sui media locali e nazionali, fino a domenica era stata difesa solo dal sindaco, Giandomenico Albertella e, sui social, da “Cultura & Tradizione”.

“Fermezza – è l’appello a chi ha sfilato domenica – non vuol dire chiusura. Siamo pronti a un confronto sereno con tutte le realtà cittadine, associazioni comprese, per costruire insieme momenti di memoria che uniscano, anziché dividere. Verbania merita questo, non una contesa senza fine sul proprio passato”.

Redazione

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