Italia Viva – Casa Riformista Verbania interviene all'indomani della manifestazione che ieri, domenica 27 settembre, ha portato circa 1.200 persone per le strade di Intra per esprimere la contrarietà all'intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli. Il corteo, promosso dall'Anpi e sostenuto da associazioni, sindacati e forze politiche, è partito dal Parco Cavallotti per raggiungere piazza Ranzoni. La partecipazione di circa 1.200 persone è stata riportata anche da diverse testate locali.
Per Italia Viva la partecipazione rappresenta "una risposta corale della comunità" alla decisione assunta dall'amministrazione comunale. Il movimento critica duramente la giunta e il sindaco Giandomenico Albertella, sostenendo che la scelta dell'intitolazione abbia finito per dividere la città anziché favorirne la coesione.
"A Sergio Ramelli si potevano intitolare altri posti e spazi cittadini, senza bisogno di ferire la memoria locale", sostiene Italia Viva. Nel comunicato vengono indicati quelli che il movimento considera tre errori della decisione: avere diviso la comunità, avere messo in discussione l'identità storica del territorio e non avere favorito un percorso di riconciliazione.
La polemica riguarda in particolare il valore simbolico attribuito al lungolago di Intra e il suo legame con la memoria dei 42 martiri di Fondotoce. La decisione della giunta di centrodestra di intitolare il lungolago a Ramelli aveva già suscitato nelle scorse settimane un acceso confronto politico e cittadino. Ramelli fu ucciso nel 1975 a seguito di un'aggressione compiuta da militanti di estrema sinistra.
Italia Viva chiama in causa direttamente anche Albertella, nella sua doppia veste di sindaco di Verbania e presidente della Provincia: "Ha trascorso l'ultima settimana chiedendo unità del territorio e poi a Verbania realizza divisione".
Dopo la partecipazione registrata alla manifestazione di ieri, il movimento avanza anche l'ipotesi di una consultazione popolare: "Forse si può pensare ad un referendum consultivo" sull'intitolazione.
Nel comunicato viene infine richiamata l'esperienza dell'allora sindaco di Roma Walter Veltroni e l'incontro tra Carla Verbano e Giampaolo Mattei, familiari di vittime della violenza politica degli anni Settanta, indicato come esempio di un percorso volto alla costruzione di una memoria condivisa.
Secondo Italia Viva, invece, utilizzare la storia come terreno di contrapposizione rischia di "rialzare i muri". Per il movimento, la partecipazione registrata domenica a Intra rappresenta quindi un segnale che l'amministrazione comunale non dovrebbe ignorare.














