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Politica | 12 settembre 2026, 12:20

Distretto Turistico dei Laghi, il Pd attacca: "Una spartizione tra Lega e Fratelli d’Italia"

Vitale e Brezza contestano la nuova governance e il peso della Regione nelle votazioni: "Non è il risultato di una reale convergenza del territorio"

Distretto Turistico dei Laghi, il Pd attacca: "Una spartizione tra Lega e Fratelli d’Italia"

Il Partito Democratico del Vco attacca duramente la nuova governance del Distretto Turistico dei Laghi. Emanuele Vitale, capogruppo in Provincia, e Riccardo Brezza, segretario provinciale del Pd, contestano l’esito dell’assemblea che ha portato Antonio Longodorni alla presidenza, parlando di una "spartizione tra Lega e Fratelli d’Italia".

"L’esito dell’assemblea del Distretto Turistico dei Laghi non è il frutto di una reale convergenza del territorio, come comunicato nelle prime dichiarazioni pubbliche dal neo presidente Antonio Longodorni, ma l’imposizione di un accordo di potere siglato lontano dai nostri laghi e dalle nostre valli", sostengono Vitale e Brezza.

Al centro delle critiche c’è soprattutto il ruolo della Regione Piemonte. Secondo i due esponenti dem, il peso della Regione, che detiene il 39,71% all’interno della compagine sociale, avrebbe inciso in maniera determinante sull’esito. In assemblea la Regione era rappresentata dal sottosegretario Alberto Preioni.

Il Pd contesta anche il dato del consenso vicino al 90% rivendicato per la nuova governance, sostenendo che debba essere letto alla luce del sistema di voto pesato. Come esempio viene citata Elena Poletti, componente uscente che, secondo il partito, avrebbe ottenuto il maggior numero di preferenze considerando le singole teste presenti in assemblea, risultando però penalizzata dal meccanismo elettorale.

Critiche anche sulla composizione del nuovo consiglio di amministrazione. "La cinquina di nomi che comporrà il nuovo Cda non risponde a una logica di rappresentanza delle aree che muovono i flussi turistici", affermano Vitale e Brezza, secondo i quali la scelta sarebbe invece il risultato degli equilibri politici tra Lega e Fratelli d’Italia. Il Pd sottolinea inoltre che, tra i cinque componenti, soltanto Flavio Cattaneo, albergatore di Ghiffa, sarebbe espressione del Verbano.

Nel mirino anche il mancato rinnovo dei componenti del precedente consiglio di amministrazione. Per il Pd si sarebbe scelto di "azzerare competenze e lavoro costante svolto negli anni" per lasciare spazio a logiche di schieramento.

La contestazione si estende infine alla composizione dell’organo di revisione, dove, secondo quanto riferito dal Pd, la Regione avrebbe indicato anche un proprio tecnico di fiducia proveniente dal Cuneese.

"Il Distretto Turistico non può essere una succursale della politica regionale di centrodestra", concludono Vitale e Brezza, annunciando un’attività di vigilanza sulla nuova gestione e chiedendo trasparenza nelle scelte dell’ente.

comunicato stampa a.f.

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