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Sanità | 08 agosto 2026, 17:05

Casa Riformista boccia la privatizzazione del Castelli "immaginata" da Riboldi

Marchionini e Rabaini: "Almeno le carte si sono svelate sulla fine della sanità pubblica a Verbania"

Casa Riformista boccia la privatizzazione del Castelli "immaginata" da Riboldi

L’ex sindaca di Verbania Silvia Marchionini e Patrich Rabaini (Casa Riformista) bocciano la privatizzazione al 49% dell’ospedale Castelli “immaginata” dall’assessore regionale alla sanità, Federico Riboldi nel confronto di ieri con la capogruppo Pd Gianna Pentenero alla festa dell’Unità della Lucciola. 

“Immagino – così s’era espresso Riboldi – a Verbania qualcosa come il Coq di Omegna”. “Almeno – riconoscono polemicamente i due consiglieri comunali – le carte sono svelate, nel senso della fine della sanità pubblica a Verbania, nel silenzio del sindaco e della sua amministrazione (che solo due anni fa affermava il mantenimento dei due ospedali e, 11 mesi fa proponeva un ospedale nuovo a Fondotoce)”.  Marchionini e Rabaini si chiedono se “nel nuovo piano sanitario regionale rimarrà tutto uguale o ci saranno accorpamenti, tipo Asl Vco con Asl Novara?”.

Nemmeno il contestato ospedale unico a Piedimulera sarebbe sicuro, perché non c’è “ancora nessuna delibera di individuazione delle risorse per il nuovo ospedale di cui (Riboldi, ndr) immagina di metter la prima pietra (di mussoliniana memoria!). Il tutto in un contesto (il Verbano Cusio Ossola, ndr ) con il record regionale (1600 per cento in più rispetto a Cuneo, ad esempio) di sanità convenzionata con dati di mobilità passiva elevati, liste di attesa lunghe nel capoluogo di provincia con 9000 presenze turistiche giornaliere nel periodo estivo al quale fanno riferimento i 2/3 della popolazione provinciale. Ebbene, questo assessore regionale ‘immagina’ la chiusura di Dea e dei reparti per una non ancora ben definita privatizzazione (pagata con i soldi pubblici)”.

Redazione

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