La presentazione di “Francesco. Il Papa venuto dalla fine del mondo”, l’ultimo libro dello scrittore, giornalista e docente di religione Roberto Cutaia, sabato pomeriggio in biblioteca civica Pietro Ceretti, è stata l’occasione per rivivere l’udienza da papa Francesco della delegazione della casa circondariale di pena di Verbania e del dono del ricamo cucito da due detenuti, Michele e Lorenzo, al pontefice.
“Tutto nasce – racconta Silvia Magistrini, garante dei detenuti – da una iniziativa personale di Michele e Lorenzo che, in una confezione di dolci della pasticceria interna al carcere “La Banca Biscotti” da inviare in Vaticano hanno infilato un biglietto con la richiesta d’udienza firmata insieme alle suore di clausura dell’Isola di San Giulia con le quali erano in contatto, a distanza, per imparare l’arte del ricamo e del restauro di arredi sacri. Né io né la direzione del carcere ne sapevamo nulla. Quando è arrivata la lettera con le insegne del Pontificato con l’invito l’allora direttrice, Stefania Mussio, mi convocò per sapere di che si trattava. Mi disse subito che sarebbe stato impossibile perché, la trasferta a Roma di due detenuti accompagnati da personale di sorveglianza, sarebbe stata praticamente impossibile perché richiedeva troppe autorizzazioni. Comunque trasmise la richiesta al magistrato di sorveglianza, dottoressa Alessandra riscuolo che ripeté la stessa cosa ma promise che avrebbe tentato. Era anche un periodo di Covid, e questo complicava ancora di più la situazione. Invece tutti gli ostacoli burocratici furono superati e l’udienza fu fissata. Michele e Lorenzo, nella cella che dividono, hanno cucito ago per ago il ricamo e siamo potuti partire”.
“Si trattava di un viaggio non classico – è intervenuto il comandante Simone Paolucci – si trattava di accompagnare due detenuti a Toma nell’ambito di un percorso riabilitativo, non di trasferirli da un carcere all’altro. Abbiamo seguito l’iter necessario. L’incontro con Papa Francesco è stato emozionante”.
“Quando ci ha ricevuti – ricorda Michele – Papa Francesco ha chiesto a Lorenzo cosa desiderava, Lorenzo è rimasto zitto, allora Papa Francesco m’ha detto non abbandonare Lorenzo, Ho promesso di non abbandonarlo e lo manterrò (Michele è prossimo al fine pena, Lorenzo no, ndr)”.
Il racconto dell’udienza del 9 marzo 2022 a Roma della delegazione della Casa circondariale ha messo un po’ in ombra la presentazione del libro di Cutaia che s’avvale della prefazione del cardinale Pietro Parolin e dell’introduzione di padre Arturo Sosa Abascal.
A portare i saluti istituzionali c’erano il prefetto, Matilde Pirrera; il vicario generale della diocesi, monsignor Fausto Cossalter e l’assessore alla Cultura di Verbania, Luciano Paretti.



















