(Adnkronos) - Garantire la partecipazione integrativa a tutti i sindacati rappresentativi anche non firmatari, spostare alla contrattazione alcune materie ad oggi oggetto di confronto, introdurre la parità di trattamento giuridica e economica tra personale precario e di ruolo, introdurre i buoni pasto anche per i lavoratori della scuola, prevedere la definizione dei criteri legati ai compensi legati alla formazione incentivante e alla valorizzazione del personale docente, attribuire i fondi con la contrattazione integrativa per il compenso della indennità dei Dsga dai risparmi sul dimensionamento, ridefinire le risorse sulla continuità didattica a favore di risorse legate al ristoro per le spese sostenute dai lavoratori fuori sede, introdurre in contrattazione integrativa di istituto la materia della salute e sicurezza dei lavoratori per riconoscere, prevenire e risarcire il burnout, trattare le deroghe per la mobilità annuale e non, migliorare quanto statuito sul lavoro agile e da remoto nei contratti nazionali precedenti. Sono questi i punti principali oggi trattati dal sindacato Anief durante il secondo incontro all’Aran sulla parte normativa del ccn 2025-2027 di Scuola, università e ricerca.
In particolare, durante il suo intervento Marcello Pacifico presidente nazionale, ha espresse le necessità collocandole al tema delle relazioni sindacali e alla volontà di ammodernare l’impianto normativo del contratto collettivo nazionale in vigore: “In materia di contrattazione integrativa - ha detto il leader dell’Anief - va affrontato il tema della sicurezza dei lavoratori. Possiamo cominciare a intervenire a livello di luogo di lavoro su misure di prevenzione, riscontrando la presenza del burnout, introducendo misure finalizzate a impedire che si ripeta, considerando che è una responsabilità del datore di lavoro, anche penale, nel caso che, una volta individuato il burnout, non si attuino delle misure tese a cercare di arginarlo e di evitarlo”.
Pacifico ha quindi affrontato il tema della mobilità: “è stata materia su cui è intervenuto il legislatore, dandoci la possibilità di derogare a criteri e vincoli di legge, attraverso l’assegnazione provvisoria. Abbiamo chiuso il contratto parlando di deroghe per figli under 14, ma visto quello che è successo dovremmo ridiscutere la norma per estendere il tutto ai figli under 16, se non addirittura under 18. Per quanto riguarda il welfare, so che è stata introdotta un'assicurazione non solo sanitaria ma anche sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, non credo che la legge parlasse di materia di contrattazione integrativa, però bisognerebbe andare a verificare se è il caso pure di inserirla all'interno del testo. Occorre poi parlare dei buoni pasto. È un tema trasversale, significa, quindi, che come avvenuto in altri contratti, bisogna mettere in materia di confronto già da ora. Ricordo che nel contratto delle Funzioni locali è prevista l'istituzione di servizio mensa e in alternativa l’attribuzione di buoni pasto sostitutivi al servizio mensa. Sarebbe bene inserire questa voce ora in termini di confronto, per poi andarla a definire”.
Si è quindi parlato delle aziende ospedaliero-universitarie: “si tratta di una cosa bellissima - ha detto Pacifico -ma a noi piacerebbe che fosse messa come premessa per tutti i settori del comparto, cioè chi ha un contratto a tempo determinato ha lo stesso trattamento economico e giuridico di chi non ha un contratto a tempo indeterminato. Ricordo che c’è una procedura di infrazione, la 2277 del 2024, sul personale del comparto Istruzione e Ricerca, sulla violazione del principio di disparità di trattamento. E poi tra l'altro c'è un'altra sentenza, della scorsa settimana, della Commissione europea contro l’Italia. Allora, a nostro avviso dovremmo fare quello che l'Europa ci dice in termini di rispetto delle norme, anche pensando alle sanzioni che potranno arrivare, perché una volta che l'Italia è stata dichiarata inadempiente rispetto al diritto europeo, come contratto devo fare la mia parte, il governo faccia la sua, ognuno deve fare la sua, ma noi dobbiamo dare un segnale per essere adempienti, per evitare anche future sanzioni”.
“Sui tutor e sugli orientatori, introdotti dal DM 63 del 2023 - ha spiegato il presidente Anief - si è fatto bene, a nostro avviso, a collocarli dentro la contrattazione integrativa nazionale per definirne i criteri. Penso però che occorra ancora un passaggio per l'attuazione di quanto disposto dal decreto legislativo 59, articolo 16 ter, che parla della formazione incentivante e dei criteri da attribuire per questa formazione incentivante che erano rimandati alla contrattazione collettiva nazionale integrativa; stiamo parlando dei famosi 1.500 euro per la formazione incentivante, materia che riguarda anche la valorizzazione del personale, di cui credo ci dobbiamo appropriare”.
“Così come, non so se necessiti un passaggio specifico su quanto previsto dalla legge 60 del 2025, articolo 9 ter, che destina in sede di Fun per i dirigenti scolastici e di Mof per i Dsga la definizione delle risorse, quindi in sede di contrattazione integrativa, una volta che vengono certificate sul dimensionamento i risparmi, da dare quindi in contrattazione d'istituto ai Dsga. Così, infine, come non so se è il caso di citare espressamente l'indennità di continuità didattica, relativa all'articolo 1 comma 593 bis della legge 215 del 2017, in merito alla permanenza nei luoghi di servizio”, ha concluso Pacifico. Nell'intervento successivo, Stefano Cavallini, segretario generale Anief, ha puntualizzato richieste ulteriori di modifica del testo, seguito da Roberto Papi, capo dipartimento Anief Ricerca, con Daniela Rosano, segretaria generale in presenza. Sempre per Anief, erano collegati on line Cristina Dal Pino, Alberico Sorrentino, Pasquale Spinelli e Roberto Rotundo. Prossimo incontro, 24 giugno, ore 15.













