Arrivano timidi segnali di miglioramento per l’artigianato piemontese nel secondo trimestre del 2026, anche se il quadro generale continua a restare caratterizzato da difficoltà e prudenza. È quanto emerge dall’indagine congiunturale realizzata dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Piemonte su un campione di 2.250 aziende dei settori produttivi e dei servizi rappresentativi del comparto artigiano regionale. Secondo i dati raccolti, cala la negatività delle previsioni occupazionali, che passano dal -8,74% del trimestre precedente al -4,43%. Migliora anche il dato relativo alla produzione complessiva, che registra un recupero passando da -22,45% a -17,61%.
In lieve crescita anche il saldo legato ai nuovi ordinativi, che pur restando negativo passa dal -22,72% al -20,65%. Sul fronte degli investimenti, diminuisce leggermente il numero di imprese che non hanno programmato spese o progetti per i prossimi dodici mesi: la percentuale scende infatti dal 71,64% al 70,07%. Restano invece in difficoltà le previsioni legate all’assunzione di apprendisti, con un dato che peggiora leggermente passando dal -24,12% al -24,49%.
Export ancora debole, ma cresce la fiducia nella stabilità degli ordini
L’indagine evidenzia alcuni segnali incoraggianti anche sul fronte dell’export. La previsione negativa relativa ai nuovi ordini esteri migliora passando dal -50,12% al -46,61%, mentre aumenta la quota di aziende che si aspettano esportazioni stabili, salita dal 46,76% al 47,63%. Parallelamente diminuisce la percentuale di imprenditori che prevede un calo degli ordini dall’estero, passata dal 51,68% al 49,49%.
Migliorano anche gli incassi
Tra gli indicatori positivi spicca anche la maggiore regolarità negli incassi. Le aziende che prevedono pagamenti regolari salgono infatti dal 61,33% al 66,02%, mentre diminuiscono le previsioni di ritardi nei pagamenti, scese dal 38,45% al 33,87%. Restano invece quasi inesistenti le ipotesi di incassi anticipati, che passano dallo 0,22% allo 0,11%.
Felici: “Le imprese resistono grazie a capacità e pragmatismo”
A commentare i dati è Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte, che parla di una situazione ancora complessa ma con alcuni segnali di graduale recupero. “L’indagine relativa al secondo trimestre del 2026 ci restituisce un clima di lieve miglioramento, pur all’interno di un quadro ancora negativo – spiega Felici –. Gli artigiani continuano a lavorare con intelligenza e pragmatismo nonostante il contesto geopolitico ed economico internazionale continui a pesare sulla vita quotidiana delle micro e piccole imprese”.
Secondo Felici, uno degli elementi più significativi riguarda proprio la maggiore stabilità prevista negli ordini destinati all’estero. “Si tratta di un incremento contenuto, ma importante perché dimostra la capacità strategica delle imprese artigiane piemontesi anche in una fase di forte instabilità”. Il presidente sottolinea inoltre come il miglioramento del dato sulla produzione rappresenti una conferma della tenuta del comparto. “Le aziende continuano a produrre nonostante il caro energia e l’aumento dei costi delle materie prime”.
“Servono interventi concreti per le piccole imprese”
Confartigianato Piemonte invita però la politica ad adottare misure strutturali a sostegno delle micro e piccole imprese. Secondo Felici, la lieve riduzione della negatività registrata dai dati deve diventare “uno stimolo per mettere in campo manovre concrete capaci di sostenere realmente il sistema produttivo artigiano”. Particolarmente significativo, secondo l’associazione, il fatto che oltre il 70% delle imprese non abbia ancora programmato investimenti per il prossimo anno. “È necessario garantire alle aziende una prospettiva stabile di lungo periodo – conclude Felici – evitando un clima di continua incertezza che impedisce alle imprese di pianificare il futuro con serenità”.














