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Sanità | 16 aprile 2026, 18:41

Punto nascite di Domodossola, Riboldi: “Le urgenze sarabbo sempre garantite, la priorità è la sicurezza”

La Regione avvia la riorganizzazione nel Vco: “Non è campanilismo, ma tutela di mamme e neonati”

Punto nascite di Domodossola, Riboldi: “Le urgenze sarabbo sempre garantite, la priorità è la sicurezza”

“Nell’area dell’Ossola, a fronte di circa 330 parti annui, meno di 50 mamme scelgono di partorire all’ospedale di Domodossola. Un dato che evidenzia in modo chiaro come le stesse famiglie si orientino già verso strutture diverse. Allo stesso tempo, è importante ribadire con chiarezza che le urgenze continueranno a essere garantite con la massima attenzione e sicurezza, grazie all’organizzazione del Pronto Soccorso e ai modelli già sperimentati con successo in altri territori. Quindi, si evitino polemiche riguardanti possibili situazioni di pericolo, che non esisteranno mai, grazie alla presenza di una rete di emergenza urgenza efficace. Piuttosto si guardi alla sicurezza del percorso parto che, dati scientifici alla mano, è nettamente superiore in punti nascite più strutturati e con maggiore casistica. Il punto nascita non è una questione di campanilismo, ma di sicurezza delle mamme e dei nascituri”.

Parte da queste parole dell’assessore alla Sanità della Regione Piemonte, Federico Riboldi, il percorso di riorganizzazione del sistema sanitario del Verbano Cusio Ossola, avviato con l’obiettivo di garantire servizi più sicuri e in linea con gli standard nazionali.

Al centro del dibattito c’è il futuro del punto nascita dell’ospedale di Domodossola, da tempo sotto osservazione per il progressivo calo dei parti. I dati parlano chiaro: si è passati dai 118 del 2019 ai 58 del 2025, con una previsione per il 2026 che scende sotto quota 50, collocando la struttura tra quelle con il minor numero di nascite in Italia.

Numeri ben lontani dalle soglie fissate a livello nazionale, che indicano in 500 parti annui il parametro minimo per garantire adeguati livelli di sicurezza. Anche considerando il punto nascita dell’ospedale Castelli di Verbania, che nel 2025 ha registrato 455 parti, l’intero territorio dell’ASL VCO fatica a raggiungere i livelli richiesti.

Da qui la scelta della Regione di avviare una riorganizzazione complessiva del servizio, che sarà definita entro il 31 luglio 2026 e che interesserà aspetti organizzativi, strutturali ed economici.

“Come Regione – conclude Riboldi – ribadiamo il nostro impegno a tutelare il diritto alla salute attraverso scelte responsabili, fondate su evidenze e orientate a garantire servizi sempre più sicuri ed efficienti per i cittadini”.

comunicato stampa

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