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Verbania | 10 marzo 2026, 17:20

Zoverallo, mozione di sfiducia contro il presidente del quartiere

Sabato 14 marzo l’assemblea sul sagrato della chiesa voterà la proposta presentata dal vicepresidente e da tre consiglieri

Ettore Francioli

Ettore Francioli

 Sabato 14, alle 15, sul sagrato della chiesa di Zoverallo si vota la mozione di sfiducia al presidente, Ettore Francioli, firmata dal vicepresidente, Luciano Galli;  dagli 3 eletti lo scorso anno: Beatrice Bellan, Mario Giordano, Tiziano Ferri- I 4 firmatari, il 28 febbraio scorso, avevano chiesto la convocazione del Consiglio di quartiere, domani alle 20,30, nella sala polifunzionale in via Restellini a Intra per discutere la mozione di sfiducia. Sulla vicenda è intervenuto il consigliere comunale Rabaini, già candidato sindaco nel 2024, consigliere comunale nella lista civica dell’ex sindaca Silvia Marchionini. In sintesi, Rabaini, in una mail al segretario generale, contesta la violazione dell’art 5 del regolamento, che stabilisce come la convocazione spetti “sempre e comunque” al presidente. I 4 firmatari, inoltre, non avrebbero motivato le ragioni della mozione di sfiducia. Il mittente non avrebbe dovuto essere “un dipendente del Co9mune” al quale non compete informare “che qualora la S.V. non ottemperasse l.’A.C si sostituirà- nella convocazione”.

L’interlocuzi9one Tra Rabaini e il segretario generale ha avuto come effetto l’annullamento della richiesta di convocazione del Consigli di quartiere per domani e la nu9va convocazione disposta da Francioli per sabato nell’esercizio delle sue funzioni di presidente.

L’articolo del regolamento che motiva la richiesta di sfiducia è il 4 che, stabilisce: “Ka revoca del Presidente, per Gravi motivi, è disposta dal Consiglio di quartiere, a scrutinio segreto con la maggioranza dei i consiglieri eletti”. Il presidente sfiduciato rimane semplice consigliere. Non occorre indire nuove elezioni. La modifica è stata introdotta per evitare si ripetesse quanto accaduto lo scorso anno quando, Francioli, rimase in carica insieme ad un altro consigliere che non seguì le dimissioni degli altri. Il vecchio regolamento, tra l’altro, non prevedeva l’eventualità di una decadenza per mancanza di numero legale.

Redazione

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