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Viabilità e trasporti | 17 febbraio 2026, 10:17

Pedemontana Piemontese, aggiornato il Piano materiali: benefici anche per il Vco

La Giunta regionale approva il nuovo Piano di reperimento: coinvolti anche siti nel Verbano Cusio Ossola. Previsti riuso, economia circolare e prescrizioni più rigide su tracciabilità e trasporti

Pedemontana Piemontese, aggiornato il Piano materiali: benefici anche per il Vco

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato l’aggiornamento del Piano di reperimento e gestione dei materiali litoidi necessari alla realizzazione della Pedemontana Piemontese, infrastruttura strategica destinata a collegare l’A4 Torino-Milano (all’altezza di Santhià, Biella e Gattinara) con l’A26 Genova Voltri-Gravellona, in località Ghemme.

Un provvedimento che riguarda anche il Verbano Cusio Ossola, dal momento che tra i siti individuati per il reperimento dei materiali figurano impianti attivi nelle province di Biella, Vercelli, Novara e Vco. Una scelta che, secondo la Regione, porterà ricadute operative e di sistema per l’intero quadrante nord-orientale piemontese, in termini di gestione coordinata delle risorse, monitoraggio e sicurezza ambientale.

Il Piano era stato approvato per la prima volta nell’aprile 2020, ma l’aggiornamento recepisce la variante presentata da Anas e Gruppo FS Italiane nel novembre 2025. Un passaggio considerato indispensabile per adeguare il documento al progetto esecutivo e definire in modo puntuale le modalità di reperimento, gestione e utilizzo dei materiali da costruzione e di quelli derivanti dagli scavi.

La Pedemontana Piemontese è ritenuta un’opera fondamentale per migliorare la connessione diretta tra le province di Biella, Vercelli e Novara e le principali arterie autostradali del Nord-Ovest, con benefici indiretti anche per il Vco sul piano della logistica e della mobilità interprovinciale. Per la realizzazione dell’opera è previsto un fabbisogno complessivo di circa 3,2 milioni di metri cubi di materiali litoidi. Questi saranno reperiti attraverso cave già autorizzate e siti selezionati secondo criteri di vicinanza ai cantieri, operatività, compatibilità ambientale e riduzione degli impatti sul territorio. Nel complesso, i siti individuati garantiscono una disponibilità superiore ai 3,5 milioni di metri cubi, distribuiti tra le quattro province coinvolte, oltre a un ulteriore sito nella golena del fiume Sesia tra Ghislarengo e Arborio. Proprio quest’ultimo intervento, secondo quanto evidenziato dalla Regione, produrrà un beneficio aggiuntivo in termini di sicurezza idraulica: l’escavazione consentirà infatti la laminazione delle piene del Sesia, aspetto confermato dal parere positivo di Aipo.

Un punto centrale dell’aggiornamento riguarda l’approccio basato su riuso ed economia circolare. Come richiamato dalla legge regionale 23 del 17 novembre 2016, l’obiettivo è "ottimizzare l’uso delle risorse disponibili in un’ottica di riuso e di economia circolare, mirando ad attenuare gli impatti ambientali e le esternalità del settore delle costruzioni in conformità con gli indirizzi europei". Circa il 15% del fabbisogno sarà coperto da aggregati riciclati, mentre oltre 277 mila metri cubi di terre e rocce da scavo saranno riutilizzati direttamente in cantiere come sottoprodotto, secondo quanto previsto dalla normativa nazionale. I materiali restanti saranno gestiti con tracciabilità e controlli ambientali puntuali.

L’istruttoria è stata svolta nell’ambito di una Conferenza di Servizi coordinata dal Settore regionale "Polizia mineraria, cave e miniere", con il coinvolgimento delle Direzioni regionali competenti, delle Province, dei Comuni interessati, di Aipo e di Arpa Piemonte, che ha garantito il supporto tecnico-scientifico. La delibera introduce inoltre prescrizioni specifiche, tra cui l’aggiornamento del cronoprogramma in base allo stato delle autorizzazioni, la verifica delle disponibilità effettive dei siti e il coordinamento con gli enti competenti per la gestione della viabilità dei mezzi pesanti.

"Con questo provvedimento – sottolinea l’assessore alle Attività estrattive Marco Gallo – ribadiamo un principio per noi fondamentale: le opere strategiche si realizzano, ma nel pieno rispetto delle regole, della sicurezza e dell’ambiente. L’aggiornamento del Piano rafforza il sistema di controlli e prescrizioni, garantendo che ogni fase esecutiva sia monitorata dalla struttura regionale competente. Abbiamo lavorato per coniugare sviluppo infrastrutturale e tutela del territorio, introducendo condizioni chiare e verificabili". Sulla stessa linea il vicepresidente Elena Chiorino e gli assessori Enrico Bussalino (Enti locali), Marco Gabusi (Infrastrutture) e Matteo Marnati (Ambiente), che ribadiscono la volontà della Giunta di accelerare i processi decisionali.

"Per troppo tempo questo intervento è rimasto fermo, imbrigliato tra procedure e rinvii. Questa Giunta ha scelto un’altra strada: lavorare con serietà e determinazione per sbloccare ciò che era bloccato, assumendosi fino in fondo la responsabilità delle decisioni. Sbloccare la Pedemontana significa dare risposte concrete ai territori, migliorare la qualità della vita dei cittadini e rendere il nostro territorio più attrattivo. Continuiamo a dimostrare con i fatti che il Piemonte dice sì alle opere strategiche, senza ambiguità".

Redazione

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