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Cultura | 12 giugno 2024, 14:00

Una mostra al Museo del Paesaggio per i 150 anni del Cai di Intra

L'esposizione, intitolata "Paesaggi narranti", sarà inaugurata il 14 giugno

Una mostra al Museo del Paesaggio per i 150 anni del Cai di Intra

In occasione del 150° anniversario della fondazione, il Cai Verbano si confronta con le opere della pinacoteca del Museo del Paesaggio di Verbania. Attraverso la natura protagonista della pittura paesaggistica e l'osservazione delle vedute rappresentate nei dipinti, si ha una visione della montagna e della vita degli alpigiani che cambia. È in quest'ottica che nasce “Paesaggi narranti”: suggestioni narrative scritte da Tullio Bagnati, una passeggiata che accompagna il pubblico attraverso le sale del museo tramite nove opere scelte che evidenziano i cambiamenti ambientali, la trasformazione della vita alpina e l'evoluzione dell'approccio alla montagna che coincidono con la storia della sezione Verbano Intra del Cai.

“Paesaggi narranti” verrà inaugurata venerdì 14 giugno alle ore 18.00 e sarà allestita a Palazzo Viani Dugnani fino al 6 ottobre 2024. È promossa dal Cai Verbano Intra con il Museo del Paesaggio e con il sostegno di Fondazione Comunitaria del Vco.

Era il 2 maggio 1874 quando ventotto cittadini di Intra presentarono domanda all’Associazione centrale del Club Alpino Italiano per costituire una nuova sezione che avrebbe preso il nome di Verbano per esprimere la volontà di rappresentare entrambe le sponde del Lago Maggiore. Oggi, a distanza di 150 anni, la Sezione Verbano Intra del Cai continua a diffondere la conoscenza e la frequentazione rispettosa della montagna. Il percorso di “Paesaggi narranti” parte dalla “Veduta di Intra dal lago” di Luigi Litta con lo skyline della città all’epoca della fondazione del Cai Verbano. Prosegue con le vedute dei paesaggi alpini di Federico Ashton, propone una riflessione sui cambiamenti climatici, racconta un passato che non c’è più ma anche gli ambienti e la natura della montagna. Infine, “Fletschhorn” di Eugenio Gignous, con la storia di un “quattromila mancato” e di un bizzarro progetto per alzare di sette metri la vetta.

“Si dice che passeggiare sia una pratica di vita importante. Lasciarsi accompagnare dalle opere di queste sale del Museo con le proprie ipotesi di descrizione di un paesaggio e con libero cammino, forse ancor di più” scrive Tullio Bagnati. Che per sottolineare la temporalità della narrazione riprende anche una frase di Antonio Massara, fondatore del Museo del Paesaggio: “Il paesaggio non è statico ma con frase anche troppo usata oggidì dinamico”.

l.b.

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