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Attualità | 19 aprile 2024, 19:00

Arriva a Verbania Dafne, la rete che assiste le vittime di reato

Lo sportello è stato inaugurato alla presenza di Marcello Maddalena, procuratore capo emerito e oggi presidente nazionale del servizio

Arriva a Verbania Dafne, la rete che assiste le vittime di reato

È arrivato da Torino il procuratore capo emerito Marcello Maddalena, oggi presidente nazionale della rete Dafne che assiste le vittime di reato, per il taglio del nastro dello sportello di Verbania, nella sede municipale di Pallanza. Un taglio del nastro a quattro mani con la procuratrice capo di Verbania, Monica Bossi.

“Dafne – ha spiegato – fornisce assistenza giuridica e psicologica alle vittime di reato che, in genere disinformate, disorientate che non sanno come muoversi. Situazioni che, quasi sempre, lasciano campo libero alla criminalità organizzata che offre protezione oppure generano casi come quello, famoso, di Lea Garofalo, sotto protezione per cinque anni, poi finita uccisa dal marito e da altri del clan da cui si era dissociata. L’assistenza psicologica consiste nell’ascoltare chi è vittima di reati e metterlo in contatto con specialisti e strutture di supporto”. 

“L’arrivo di Dafne a Verbania”, ha aggiunto Bossi, “si inserisce in una rete già esistente di servizi che hanno favorito l’aumento delle denunce di persone maltrattate. Che, di anno in anno. si mantiene costante”.

Il viceprefetto Roberto Dosio ha assicurato la collaborazione della prefettura e posto due quesiti tecnici: se esista un referente a Verbania, e come assistere le vittime se il reato non è conclamato, ovvero se la vittima non se la sente di denunciare. La risposta è arrivata dal sindaco Silvia Marchionini e dalla vice Marinella Franzetti: a gestire l’ufficio nella sede municipale di Pallanza saranno due funzionari del Comune: Marco Buscìa e Daniela Reali. A trovare strutture dove ospitare le vittime che necessitano d’assistenza la cooperativa sociale La Bitta, che già fornisce questo servizio. “Dafne – ha ricordato la prima cittadina – si inserisce in una rete già esistente ci cui fanno parte il Consorzio intercomunale servizi sociali, la Provincia, che ha uno sportello anti violenza, e diverse associazioni”.

Redazione

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