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Attualità | 23 marzo 2024, 19:10

''Pronti a portare gli animali sbranati dal lupo davanti alle sedi regionali''

Tanta gente alla serata organizzata a Villadossola, presenti allevatori, politici, amministratori e il parroco di Val Strona don Martini, che gli animalisti volevano denunciare

''Pronti a portare gli animali sbranati dal lupo davanti alle sedi regionali''

‘’Dobbiamo essere pronti a fare gesti forti, come portare i resti degli animali sbranati davanti ai palazzi delle Regioni o a Roma. Forse  così si capirà la gravità della situazione e anche’’. Così dice Pietro Fiocchi, europarlamentare di Fratelli d’Italia, intervenuto venerdì sera a Villadossola al confronto sul lupo. Una presa di posizione dura, arrivata al termine di una serata che ha visto intervenire politici, amministratori, esperti, allevatori e anche don Gaudenzio Martini, il parroco della Valstrona attaccato dagli animalisti per la messa tradizionale che in valle  si ripete dal 1762: accusato di aver invitato ad uccidere i lupi che stanno creando non pochi problemi anche nel Verbano Cusio Ossola.

L’intervento di Fiocchi ha di fatto riassunto la situazione del pericolo lupo anche nel Vco. ‘’Se tutto va bene a gennaio l’Europa darà il via al declassamento del lupo da ‘specie rigorosamente protetta’ a ‘semplicemente protetta’ – dice Fiocchi - . Poi toccherà alla Regioni assumere le decisioni . Intanto il Consiglio di Stato ha già preso una decisione importante dicendo che è illegale che non vengano forniti i dati. Un chiaro monito a Ispra’’.

Proprio l’istituto  superiore per la protezione e ricerca ambientale è stato tra i più attaccato dagli intervenuti, Ma non solo. Fiocchi ha criticato anche il collega Ministro dell’ambiente dicendo che ‘’non brilla per nulla sul problema lupi’’.

Presente anche il parlamentare Francesco Bruzzone (Lega), che ha denunciato ‘’di aver presentato una legge dopo l’uccisione di una persona ad opera del'orso per dare più autonomia alle Regioni, ma la legge è ferma. Non possiamo più parlare di convivenza col lupo, l’uomo è ormai in sudditanza.

La serata (la sala consiliare era strapiena, tra cui diversi amministratori comunali) era stata organizzata dal Comitato Salvaguardia Allevatori Vco, in collaborazione con Pastoralismo Alpino e Tutela Rurale.

Più di un intervento da parte degli allevatori a denunciare la situazione ormai insostenibile. Tutti a sostenere l’importanza d’intervenire perché ormai non c’è più la liberta di allevare gli animali né quella di salvaguardare il territorio e a denunciare come ‘'l’arrivo del lupo non porta proprio nessun vantaggio  ma solo danni‘’. Allevatori che hanno criticato decisamente ‘’gli ambientalisti da salotto, quelli col telecomando della tv in mano e il cagnolino che portano a spazzo con le scarpette e il cappottino. Gente che vive in città e non fa i sacrifici che facciamo noi in montagna’’.

Tra di loro Dino Rossi del Comitato spontaneo allevatori, arrivato dall’Abruzzo per denunciare la situazione nella sua regione. ‘’Non è vero che in Abruzzo si convive coi lupi, è falso – ha detto - . La mia regione non è più terra di pastori come diceva D’Annunzio. Siamo messi male, perché abbiamo tre Parchi, Oasi, Riserve e così hanno cacciato i pastori fuori dalla loro terra’’. Il tutto attaccando animalisti, politici, giornalisti: ''Occorre fare come in altri Stati dove si può abbattere i lupi quando si avvicinano alle aziende ei centri abitati’’.

Michele Corti, dall’Associazione per la tutela dell’ambiente e della vita rurali denunciato come i progetti tipo Life Wolf Alp’’ raccontino ‘’menzogne dicendo che i lupi non aggrediscono le persone’’. Questo elencando i casi di 52 attacchi del lupo all’uomo ma anche dell’uso di questi progetti . ‘’Dobbiamo inchiodare Ispra – ha concluso – proprio con questi dati reali, per poter arrivare agli abbattimenti come avviene in Austria, in Francia, in Svizzera, dove hanno più buon senso di noi. Ma anche obbligare Ispra a fornire i dati dei censimenti subito, non dopo 2-3 anni’’.

Come detto in sala anche don Gaudenzio Martini, il prete della val Strona (era stato tanto anni anche in Ossola) attaccato dall’associazione Aidaa per la tradizionale messa (che viene celebrata dal 1762)  a favore ‘’della protezione divina dagli attacchi del predatore’’. Aidaa aveva minacciao di rivolgersi al Vescovo e di voler denunciare il parroco: minacce dell'associazione ambiantalista di cui non si è più saputo nulla. 

Don Gaudenzio nel suo breve intervento ha ringraziato chi ‘’ mi ha difeso e appoggiato in quella occasione’’ e, per rimarcare come gli animali vadano protetti, ha ricordato  il rosminiano e storico padre Tullio Bertamini che ‘’addirittura aveva scritto un elogio alla capra’’.

Renato Balducci

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