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Attualità | 12 febbraio 2024, 07:48

Anche in Piemonte è allarme per la Vespa Velutina, il calabrone che fa strage di api (e di miele)

Dall'Asia all'Europa: ha fatto base in Francia, poi in Liguria e ora è arrivata in Piemonte dal Cuneese

Anche in Piemonte è allarme per la Vespa Velutina, il calabrone che fa strage di api (e di miele)

Dall'Asia all'Europa, facendo base in Francia, poi in Liguria e con ingresso in Piemonte dal Cuneese. Ora, è arrivata anche a Torino. Primo avvistamento per la temutissima Vespa Velutina, il cui nido è stato segnalato per la prima volta anche nelle vicinanze del capoluogo di regione.

Si tratta di un animale molto pericoloso e molto temuto, soprattutto dagli apicoltori, perché fa strage di api, di cui è golosissima. Tanto da costruirsi la propria casa a poca distanza dagli alveari e attendere le proprie vittime come in un agguato.Quando le api realizzano la minaccia, l'unica reazione comportamentale di difesa è quella di non uscire più dall'alveare, compromettendo così tutte le loro attività vitali, compresa la produzione di miele.

In Italia è presente dal 2012. Il primo individuo adulto era stato catturato in Liguria a Loano. Nel 2013 sono stati rinvenuti i primi nidi, nel ponente ligure e in provincia di Cuneo. Ma c'è già chi si è mosso per porre rimedio: l’istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta ha condotto un progetto sperimentale finalizzato al contrasto di questo particolare "calabrone", che è stato finanziato dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, ed è basato su un metodo di lotta integrata.

Il metodo permette di neutralizzare i nidi della vespa mediante il trattamento singolo di esemplari di vespe, catturate durante l’attività predatoria presso gli alveari. Dopo essere processate in sicurezza e poi rilasciate, le vespe raggiungono nuovamente il loro nido portandolo alla completa neutralizzazione. I risultati dei test hanno dimostrato l’efficacia dei trattamenti, sia osservandone direttamente gli effetti su un nido posto nelle vicinanze di un apiario, sia negli apiari oggetto del trattamento e in quelli circostanti, evidenziando inoltre come anche le colonie di api selvatiche o non gestite e di altri insetti preda della Vespa velutina traggono un beneficio indiretto.

Il particolare comportamento predatorio dell’insetto suggerisce che un’eventuale applicazione del Metodo su intere aree territoriali potrebbe determinare una totale neutralizzazione dei nidi presenti. Attualmente è in fase di realizzazione, un dispositivo completamente automatizzato. Si tratta di una stazione di trattamento in grado di compiere un intervento selettivo che non necessita della presenza costante dell’operatore. Questo dispositivo potrebbe essere collocato anche lontano dagli apiari, in applicazione di un piano di controllo o, vista l’efficacia dimostrata, di un piano di eradicazione nelle zone di neo-infestazione.

Questo strumento contribuirebbe in modo significativo a contrastare l’avanzata della Vespa velutina nell’ottica soprattutto di una lotta integrata e sotto il controllo degli enti preposti.

Massimiliano Sciullo

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