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Attualità | 25 settembre 2021, 18:30

Attività in parrocchia: operatori e sacerdoti devono avere il Green Pass

Il vicario Don Fausto Cossalter: “Incontri di catechismo ed altre attività educative in presenza solo se in possesso del certificato verde”

Attività in parrocchia: operatori e sacerdoti devono avere il Green Pass

Di seguito una nota del vicario generale della diocesi di Novara, don Fausto Cossalter, sulla ripresa delle attività  nelle comunità parrocchiali. La nota invita ministri ordinati e operatori pastorali a partecipare alle iniziative solo  se in possesso del Green Pass, che va certificato attraverso un’autodichiarazione. In questa pagina anche i  modelli dei documenti necessari alle parrocchie.

La ripresa delle attività pastorali in questo anno 2021-2022, che speriamo possa essere di rinascita, ci chiede di accompagnare le nostre comunità con una generosa opera di annuncio del Vangelo, di catechesi e di gioiosa celebrazione dei Sacramenti. L’invito da rivolgere in modo pressante è ad una partecipazione piena della vita della comunità.

Per fare questo è richiesto un ulteriore sacrificio che è la condizione necessaria, anche se da sola non sufficiente, per la ripresa della vita cristiana, che è il migliore antidoto al senso di paura e di scoraggiamento che ci ha toccato nel profondo in quest’ultimo anno. Così si è espressa anche la Presidenza della CEI in una nota dell’8 settembre 2021.

Ci appelliamo quindi alla coscienza dei ministri ordinati e degli operatori pastorali (catechisti, animatori, volontari della carità, etc.), invitandoli ad essere presenti alle riunioni comunitarie e agli incontri di catechismo o ad altre attività educative in presenza, solo se sono in possesso del certificato verde (Green Pass) che si ottiene secondo le modalità indicate dalle Autorità civili italiane. Per certificarne il possesso è necessario http://www.diocesinovara.it/wp-content/uploads/2021/09/02.-MODELLO-Autodichiarazione-collaboratori-pastorali.docun’autodichiarazione che va consegnata alla Parrocchia.

Lo stesso vale per chi, come accolito, o come ministro straordinario della comunione, è chiamato a portare l’Eucarestia agli infermi; per chi è impegnato nel servizio della liturgia, in particolare i coristi o i cantori; per gli operatori maggiorenni di attività educative, sportive e didattiche gestite dalle Parrocchie.

Il gesto di responsabilità richiesto è un atto di carità verso le persone che sono fragili e un aiuto a riprendere con slancio l’anno pastorale perché sia fecondo e sereno.

Invitiamo i sacerdoti e tutti coloro che partecipano alla missione della Chiesa a stare vicini alle persone sofferenti, a chi ha perso un congiunto durante la pandemia, a incoraggiare e rasserenare, a dare fiducia, per offrire di nuovo i doni più preziosi che il Signore ci ha lasciato per la vita delle comunità e il cuore delle persone: la Parola, i Sacramenti e la carità.

Buon cammino”.

C.S.

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