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Attualità | 09 giugno 2021, 19:00

“Un giardino pubblico sui terreni dell'area Hillebrand a Verbania”

Dopo il no al supermercato a Pallanza, i cittadini lanciano nuove idee verdi

“Un giardino pubblico sui terreni dell'area Hillebrand a Verbania”

Continua a far discutere il futuro utilizzo dell’area Hillebrand (nella foto), la casa-azienda di Pallanza sorta nel 1982 che costituisce ancora oggi -seppur chiusa da tempo- un simbolo della floricoltura locale. Non piace l'ipotesi che nel cuore della città possa insediarsi l'ennesimo supermercato dove c’erano -e sono rimaste in parte- serre e vivai.

Il sindaco Silvia Marchionini ha dato la colpa all'ex giunta guidata da Marco Zacchera, colpevole di aver dato a suo tempo l'ok al cambio di destinazione dei terreni. Lui ha replicato che mai (parliamo di tre amministrazioni fa) si sarebbe sognato di vedere un centro commerciale sull'ex Hillebrand: “Pensavo a un Garden center”. Nel frattempo si moltiplicano gli oppositori a un progetto che, di fatto, comporterebbe la nascita del terzo supermercato nel giro di poche decine di metri. Uno degli interventi più significativi è quello della verbanese Mariella Gabriella, floricoltrice in pensione, allieva, collega e amica di Piero Hillebrand, fondatore dell'azienda omonima.

Sulle pagine di VerbaniaSettanta ha scritto Gabriella: “Quello che oggi vediamo è ciò che rimane di una più ampia azienda agricola, sorta a poche centinaia di metri dalla chiesa di Madonna di Campagna e ormai in pieno centro urbano, ben servita dai mezzi pubblici, circoscritta e accessibile, tutta in piano. Sono presenti dei littorini, ossia aiuole coperte, delle serre in vetro e muratura, alcune delle quali parzialmente interrate per sfruttare il calore naturale trattenuto dal suolo e dei laboratori, destinati alle operazioni colturali. C’è poi una villa, immersa in uno spazio verde con alcuni esemplari arborei di un certo pregio. Questo ambiente - sottolinea Gabriella - è stata la dimora di uno studioso di botanica che ha contribuito in modo determinante alla definizione delle tecniche di riproduzione, applicabili su larga scala, delle piante del genere Camelia. Ora, cosa si potrebbe fare, di diverso da un supermercato, in questo spazio? Si potrebbe offrire ai verbanesi e ai turisti un giardino pubblico - spiega sempre Gabriella - che, pur aprendosi anche ad una funzione ricreativa, mantenga il suo carattere originario, diventando il luogo destinato alla riproduzione e diffusione gratuita di tutte le varietà di camelie presenti nel territorio del lago Maggiore. Questo luogo di vita e di lavoro potrebbe continuare ad essere un punto di riferimento per tutti. E credo che una Fondazione potrebbe essere la forma giuridica più appropriata per coordinare e attivare un lavoro di questa complessità, che è destinato a coinvolgere decine di volontari. E’ pur vero che tutto ciò si può realizzare altrove, ma anche un supermercato si può ben fare al di là di una strada. Per quanto mi riguarda - conclude la verbanese - sono disponibile a studiare meglio questo progetto e contribuire alla sua realizzazione”.

Intanto anche il sindaco, forse per ricucire il malumore che serpeggia in città e all'interno della stessa amministrazione comunale, sembra allinearsi su posizioni ambientaliste. Recentemente, infatti, Marchionini ha firmato e depositato la proposta di variante al Piano regolatore cittadino che interviene sull'area ex Hillebrand di Pallanza, proponendo per la stessa di farla diventare un parco-museo omaggio alle camelie e al suo fondatore.



Redazione

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