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Cronaca | 04 giugno 2021, 12:10

Mottarone, accertamento tecnico non ripetibile o incidente probatorio?

L'avvocato di Tadini, Marcello Perillo, parla di "vulnus al diritto di difesa"

Mottarone, accertamento tecnico non ripetibile o incidente probatorio?

Nell'inchiesta di Verbania sul disastro della funivia del Mottarone entra in campo l'ennesima diatriba procedurale. Il tema è quello delle verifiche tecniche sui materiali rimasti sul campo – o repertati nell'immediato dopo incidente – dai quali la Procura si attende di avere indicazioni plausibili in ordine alle cause della rottura della fina trainante, causa della morte delle 14 persone a bordo in assenza del sistema dei freni di sicurezza “inibito” dall’inserimento dei famosi “forchettoni”. Su questo fronte è aperto da ieri un nuovo contrasto tra la Procura e una delle difese, quella dell'unico indagato rimasto gravato da una misura cautelare, Gabriele Tadini, che si trova agli arresti domiciliari. Perché se finora si era parlato della possibilità di avviare un “accertamento tecnico irripetibile” sulla cabina, sul cavo spezzato, e sugli altri elementi ritrovati sulle pendici del Mottarone, ieri il legale di Tadini, Marcello Perillo, ha depositato la richiesta per un “incidente probatorio”.

Qual'è la differenza? L'accertamento tecnico non ripetibile è disposto in via esclusiva dal pubblico ministero invece l'incidente probatorio può essere richiesto sia dal p.m. che dall'indagato oltre che dalla parti lese ed è disposto dal gip. In realtà nonostante il contraddittorio si svolga esplicitamente nell'udienza dell'incidente probatorio, anche nell'accertamento irripetibile non vengono comunque negate le garanzie in quanto l'indagato può nominare un perito di fiducia per il confronto. Inoltre sia il verbale dell'incidente sia il verbale che contiene gli accertamenti tecnici vengono assorbiti nel fascicolo del dibattimento per cui il contraddittorio a tutti gli effetti garantito. Perché dunque la difesa di Tadini ha scelto di aprire in ulteriore contrasto con la Procura? Difficile dirlo. Di certo ieri l’avvocato Perillo aveva chiesto alla procuratrice Olimpia Bossi, la possibilità di effettuare un sopralluogo con i suoi due tecnici di fiducia, Riccardo Falco e Andrea Guttadauria per visionare i rottami della funivia e il cavo spezzato. Il PM ha negato questa possibilità: l'area è sotto sequestro ed e' necessario essere accompagnati dalla polizia giudiziaria. Una decisione che ha provocato una reazione da parte del legale, che si è detto "risentito", e ha parlato di "vulnus al diritto di difesa".

In realtà poi Perillo e i suoi due consulenti sono saliti ugualmente al Mottarone, ed hanno visionato da lontano i reperti. “Abbiamo visto il cavo che è coperto da un telo di plastica – ha detto Falco – e quindi non è visibile. Anche la cabina è coperta”. Ma non era sufficiente in questa fase esaminare le numerose foto che sono agli atti? “Preferisco vedere con i miei occhi – ha risposto Guttadauria – perché le foto possono essere ingannevoli”. “Tutto può essere utile a ricostruire quello che è successo – ha concluso l’avvocato Perillo – e per questo, ad esempio, abbiamo chiesto il video originale, e vogliamo sapere se ci sono altri video, visto che le telecamere sul percorso sono diverse”.   Sulla richiesta di incidente probatorio, deciderà il gip Donatella Banti Bonamici, sentito il parere del Pm. Lunedì intanto al Mottarone ci sarà un altro sopralluogo, quello disposto dalla Procura per valutare le modalità di rimozione del relitto della cabina, dando avvio alla fase degli accertamenti irripetibili.

ECV

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